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Archivio per 10 Luglio 2008

Quando si dice la cultura familiare (2)…

Pubblicato da bretella su 10 Luglio, 2008

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00275
presentata da
ALESSANDRA MUSSOLINI
giovedì 5 giugno 2008 nella seduta n.014

MUSSOLINI. -

Al Ministro per i beni e le attività culturali.

- Per sapere – premesso che:

il patrimonio architettonico realizzato negli anni ‘30 e ‘40 è stato accumulato grazie al «gusto della bellezza» dei nostri predecessori ma pochissime delle opere di architettura moderna di quegli anni sono state vincolate per essere tutelate come patrimonio nazionale d’arte e di cultura;

tra queste non c’è la «Palestra del Duce» realizzata all’interno delle Terme al «Foro Mussolini» dall’architetto Luigi Moretti, protagonista del MAR, Movimento per l’Architettura Moderna, ispirato alle teorizzazioni di LeCorbusier, Gropius, Taut, Mies van De Rohe e di Wright;

Bruno Zevi, nella sua «Controstoria dell’architettura italiana-Ottocento Novecento» ha scritto «… nella casa della scherma al “Foro Mussolini”, Moretti dimostra doti eccezionali creando un ambito vivificato dalla originale sezione del grande salone che configura una luminosità affascinante»;

dimenticata da decenni e adibita agli usi più stravaganti questa straordinaria opera di architettura moderna corre il rischio di scomparire dal panorama architettonico italiano e per scongiurare tale nefasta evenienza occorre avocarla al patrimonio del Ministero per i beni culturali per essere recuperata allo splendore del suo primo giorno attraverso un rigoroso restauro filologico;

in omaggio alla tesi di LeCorbusier secondo il quale «L’architettura è al di là dell’utile» la Palestra non dovrebbe avere altra destinazione che quella di monumento di se stessa, esattamente come il padiglione della Germania che Mies van Der Rohe realizzò all’Esposizione di Barcellona del 1929 e che, distrutto durante la guerra civile spagnola, è stato fedelmente ricostruito per entrare a far parte del patrimonio cittadino d’arte e di cultura per essere offerto al godimento spirituale dei visitatori;

per sollecitare il Ministero ai beni culturali a operare in questo senso Mirella Barracco, Corrado Bèguinot, Ermanno Corsi, Nino Daniele, Guido D’Angelo, Renato De Fusco, Roberto Di Stefano, Andrea Geremicca, Antonio Guizzi, Aldo Masullo, Gerardo Mazziotti, Vittorio Paliotti, Antonio Parlato, Geppi Rippa, Francesco Rosi, Massimo Rosi, Aldo Rossi Loris, Alfonso Ruffo, Gennaro Sangiuliano, Michele Serio, Alfredo Sbriziolo, Vittorio Sgarbi, Max Vajro, Maurizio Valenzi e altri hanno firmato già nel luglio del 2000 un Manifesto in difesa della Palestra e nel gennaio 2001 lo hanno presentato presso la Scuola di Restauro nella Chiesa Trecentesca di Donnaregina a Napoli. Nella circostanza la stampa cittadina e nazionale ebbe modo di rilevare come il recupero di quest’opera stesse a cuore anche a intellettuali di sinistra a dimostrazione che l’architettura, in quanto espressione artistica, non può essere etichettata come «fascista» tant’è vero che la documentazione grafica e fotografica è stata pubblicata come «La Palestra del Duce» nel n. 541 del novembre 2000 di «l’Architettura/cronache e storia» diretta da Furio Colombo, che allora dirigeva anche il quotidiano l’Unità;

precedenti Ministri dei beni culturali dimostrarono di volersene seriamente occupare ma evidentemente non ebbero tempo e voglia per occuparsi della «Palestra del Duce» -:

quali iniziative intenda assumere il Ministro interrogato tendenti a tutelare come patrimonio nazionale d’arte e di cultura «Palestra del Duce» realizzata all’interno delle Terme al «Foro Mussolini» dall’architetto Luigi Moretti.
(4-00275)

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Quando si dice la cultura familiare…

Pubblicato da bretella su 10 Luglio, 2008

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00306
presentata da
ALESSANDRA MUSSOLINI
martedì 10 giugno 2008 nella seduta n.015

MUSSOLINI. -

Al Ministro per i beni e le attività culturali.

- Per sapere – premesso che:

a Predappio (Forlì) lo stato di degrado in cui versano la «Casa ex Fascio», la Caserma dei Carabinieri, le Ex Officine Caproni, e l’Oratorio della Scuola Materna Santa Rosa, i cui mosaici necessitano da tempo di un restauro, è ormai giunto a livelli insostenibili;

sull’argomento è stata stilata una relazione documentata e redatta con esperti del settore dei beni culturali;

non sussistono allo stato attuale, da parte dell’amministrazione di Predappio, progetti seri e concreti sulla destinazione d’uso dei beni, è necessaria una importante opera di sensibilizzazione verso tutte le autorità politiche e amministrative, utile ad aprire per il patrimonio architettonico di Predappio nuovi scenari -:

quali iniziative il Ministro interrogato intenda intraprendere per accelerare la soluzione del problema, liberando questo patrimonio storico e culturale dalle pastoie, sia burocratiche, che della piccola politica locale, in modo da garantire il recupero delle strutture e la loro destinazione d’uso, nell’interesse primario dei cittadini di Predappio e delle loro necessità di servizi utili. (4-00306)

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