Bondi spiega in una lettera al Corsera le ragioni della sua scelta sui musei.
Pubblicato da bretella su 28 Novembre, 2008
Ieri sul Corriere della Sera è stata pubblicata una lettera del ministro on. Bondi sulla sua scelta per la Direzione generale dei musei. La riporto di seguito integralmente.
«Così lancio il Museo Italia»
Caro direttore, cara signora Crespi, ho apprezzato la sua lettera sulla Direzione generale dei musei, soprattutto per il tono equilibrato distante da quell’ atteggiamento polemico di molte dichiarazioni di questi giorni. Vorrei confortare Lei e il Fai, che nessuno vuole mettere in pericolo il patrimonio della nostra Italia, bensì vivificarlo anche con l’ aiuto dei privati. La mia idea – La prego di credere è finalizzata al bene – è quella di valorizzare gli immensi giacimenti conservati nel nostro territorio e tutelati grazie a solide leggi e grandi professionalità, che assolutamente la Direzione generale dei Musei non depotenzierà, semmai integrerà con figure esperte in settori indispensabili per arrivare a quella «valorizzazione» di cui tutti sentiamo urgente bisogno. Lei ha espresso consigli sulle denominazioni della nuova direzione su cui ancora i tecnici del Ministero stanno lavorando, ma Le assicuro, non ci saranno conflitti sull’ attribuzione delle competenze. Più in generale, nessuno ha mai pensato di adottare quello che Lei definisce «modello Louvre». Semmai valorizzare quello che io ho definito «Museo Italia» cioè il museo diffuso, irripetibile ricchezza del nostro Paese. E per far ciò, è necessario puntare anche su un’ internazionalizzazione dei musei italiani, in grado di dare ritorni sia in chiave di diffusione dell’ italianità nel mondo, sia in chiave di turismo culturale. Ricordo che il 32% del turismo nel nostro Paese è di tipo culturale (in Francia il 38%), il ritorno economico sugli asset culturali è inferiore di 7 volte a quello francese, mentre il potenziale di crescita del Pil italiano stimolato dal solo turismo culturale potrebbe essere dell’ 1% annuo. Vorrei infine affrontare la questione dei prestiti. Già oggi, esistono decine di accordi tra le nostre istituzioni museali e quelle straniere per concedere opere in prestito, accordi meritori, e non credo che ci sia nulla di male nel voler organizzare questo prezioso lavoro. Credo che su questo punto il nuovo direttore non potrà prescindere dal coinvolgere i tecnici del ministero, e anzi mi sembra giusto che possa essere costituito un organo permanente che supporti la già oggi funzionante commissione prestiti. Sandro Bondi ministro per i Beni e le attività culturali
Bondi Sandro
Fonte: Corriere della Sera qui




