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Archivio per 22 Gennaio 2009

Comunicazione di servizio per concorsi Mibac

Pubblicato da bretella su 22 Gennaio, 2009

Cliccando questo link potrete leggere la procedura informatizzata per l’accesso agli atti relativo alla Vs prova d’esame della recente preselezione per concorsi mibac. Fossi in voi ne apporfitterei per vedere cosa non ha funzionato nella Vs preparazione ;-)

Se siete tra quelli che hanno superato le preselezioni, potete andare a questo link . Ho inserito un esempio di quesito che non vi capiterà mai in sede concorsuale, ma che magari potreste provare a discutere per vedere il livello di preparazione attuale.

Buono studio

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Concorso pubblico per 10 archeologi: interrogazione parlamentare

Pubblicato da bretella su 22 Gennaio, 2009

Aggiorno la situazione delle interrogazioni in Commissione VII. Ieri il sottosegretario on. Giro ha risposto alla interrogazione presentata dall’on. Davide Caparini in merito al recento concorso per 10 dirigenti archeologi del MiBAC. Il concorso, ormai concluso da tempo, non ha prodotto il risultato sperato:la nomina dei vincitori presso le Soprintendenze carenti di vertice. Vediamo perchè.

Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-00598

presentata da

DAVIDE CAPARINI
mercoledì 12 novembre 2008, seduta n.084
CAPARINI. -

Al Ministro per i beni e le attività culturali.
- Per sapere – premesso che:

la Circolare del 2 ottobre 2008 n. 231 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali «Pubblicazione graduatoria di merito del Concorso pubblico per titoli ed esami a 10 posti di dirigente Archeologo» è stato pubblicato il Decreto Dirigenziale, a firma del Direttore Generale per l’organizzazione, l’innovazione, la formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali, architetto Antonia Pasqua Recchia, che dichiara i 10 vincitori del concorso di dirigente Archeologo;

nelle more del concorso, che ha visto una netta prevalenza tra i vincitori, di funzionari del Nord Italia (5 su dieci), le cinque regioni settentrionali (Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto e Friuli) e la Calabria, che erano vacanti e rette ad interim dai Soprintendenti delle regioni vicine, nell’aprile 2008 sono state affidate inopinatamente dal Ministero a funzionari della Regione Sicilia con contratti triennali predisposti dai Direttori Regionali;

il Concorso per 10 dirigenti Archeologi fu bandito nel marzo 2007 per coprire i posti di Soprintendente archeologo resi vacanti dalla primavera del 2006 coperti da reggenti, situazione cui il Ministero aveva cercato di porre rimedio affidando degli incarichi ad interim a professori d’Università di seconda fascia. I primi provvedimenti ad interim furono gli incarichi per la Soprintendenza della Basilicata e per le due della Sardegna (che con l’occasione, da due che erano – Cagliari e Sassari – furono unificate in una con sede a Sassari), decisione contestata dal personale direttivo del Ministero in quanto, seppure in presenza di un alto numero di posti vacanti, non si provvedeva a bandire il concorso per dirigente Archeologo da tempo preannunciato e si utilizzavano persone esterne all’Amministrazione e non strettamente competenti per il ruolo tecnico-scientifico e amministrativo di Soprintendente; ancor più dopo aver tolto l’incarico di reggenza a funzionari interni che a volte lo avevano svolto per anni;

alla luce di questo, il Ministero, pur mantenendo le due nomine universitarie già fatte, nella primavera/estate 2006 affidò le restanti regioni ad interim ai pochi Soprintendenti archeologi di ruolo che si dichiararono disponibili, in attesa che venisse bandito ed espletato il concorso per dirigenti, ad assumersi l’onere: al Soprintendente dell’Emilia Romagna fu data ad interim la Lombardia; alla Sovrintendente della Toscana il Friuli; alla Sovrintendente del Piemonte, la Liguria; al Sovrintendente di Pompei la Calabria, al Sovrintendente delle Marche il Veneto, al Sovrintendente della Puglia il Molise eccetera e successive variazioni (ad esempio la Soprintendente del Piemonte, divenuta nel frattempo Sovrintendente del Lazio, si trovò per un certo periodo ad avere le tre regioni Lazio, Piemonte e Liguria; la direttrice dell’ICCD continuò ad avere ad interim l’Umbria). A parte la copertura delle missioni, ai soprintendenti venne corrisposto per questo incarico aggiuntivo un esiguo corrispettivo mensile;

nel marzo 2007, con gli interim come sopra descritti, fu bandito (DD 1o marzo 2007 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale IV serie speciale-concorsi ed esami – del 9 marzo 2007) e ribandito, a seguito di ricorso per patenti errori (DD 18 maggio 2007, pubblicato su G.U. IV serie speciale concorsi ed esami – del 25 maggio 2007), il Concorso per titoli ed esami per dirigente Archeologo per 10 posti che a quel momento risultavano vacanti (e temporaneamente coperte ad interim);

il Concorso per dirigente archeologo, articolato in due prove scritte, due temi, e nell’esame orale, oltre alla valutazione dei titoli, si svolse a Roma nei giorni 25 e 26 ottobre 2007 (gli scritti); l’esito delle prove e la valutazione dei titoli fu comunicata i primi di luglio 2008, gli orali si svolsero tra 18 e 23 settembre 2008; il decreto con l’elenco dei vincitori, come detto, è del 2 ottobre 2008 (Circolare MiBAC 2 ottobre 2008 n. 231, allegata). Per inciso, dei 139 partecipanti, superarono gli scritti e furono ammessi all’orale 29 concorrenti; di questi hanno superato definitivamente la prova i 18 (10 vincitori e 8 idonei) di cui al DD della Circolare n. 231;

nelle more del concorso (inverno 2007-2008) i Soprintendenti di ruolo che avevano l’interim delle regioni vicine fecero notare al MiBAC la difficoltà di reggere contemporaneamente in modo efficace due uffici, sollecitando la conclusione del Concorso;

il MiBAC pertanto avanzò di nuovo un bando rivolto a professori universitari, questa volta anche di I fascia, ed a Dirigenti di Enti locali, regionali e comunali, per incarichi temporanei di intenim e stabilì che nelle varie regioni una Commissione, formata dal Direttore Regionale e da due Soprintendenti, avrebbe valutato le richieste. Richieste che ci furono, da parte di pochi professori universitari e, tra gli altri, da quattro archeologi della Regione Sicilia che in quanto dipendenti regionali e pur svolgendo funzioni equiparabili a quelle dei funzionari ministeriali (cura di una provincia o di un museo) godevano del ruolo di dirigente. Le Commissioni regionali di fatto non poterono espletare la scelta dei nuovi soprintendenti ad interim perché il Ministero, il giorno prima della caduta del governo, decise di «risolvere» la situazione delle regioni del Nord e della Calabria con la chiamata dei funzionari siciliani, nonostante che alcuni dei Soprintendenti ad interim in carica si fossero dichiarati disponibili a mantenere l’interim fino ad espletamento del concorso per i nuovi dirigenti (tra quelli che per scritto manifestarono la loro disponibilità e senso dello Stato a mantenere l’interim fino a conclusione del concorso ci furono, ad esempio, il dr Malnati Soprintendente dell’Emilia Romagna con interim in Lombardia e la dr. F. Lo Schiavo, Soprintendente della Toscana, con interim del Friuli);

il risultato fu che a metà aprile 2008 i seguenti quattro dirigenti della Regione Sicilia assunsero l’incarico di Soprintendente con contratto triennale, rispettivamente: dr.ssa Bacci la Soprintendenza del Piemonte e ad interim quella della Liguria; il dr. Spigo (per inciso, marito della predetta), la Soprintendenza della Lombardia; la dr. Mastelloni la Soprintendenza del Veneto e, ad interim, del Friuli; la dr. Greco la Soprintendenza della Calabria;

nell’estate 2008, a Concorso per dirigente archeologo ormai avviato a conclusione in quanto era già fissato il calendario, a settembre, della prova orale, la Soprintendente nominata in Veneto e con interim in Friuli fu rimossa dalle due regioni, ma, avendo firmato un contratto triennale, rimase in carico al MiBAC che le affidò a fine settembre 2008 la direzione del Museo d’Arte Orientale di Roma;

al suo posto in Friuli il Ministro nominò contestualmente Soprintendente il dr. L. Fozzati, il funzionario della Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto;

il dr. Spigo, Soprintendente della Lombardia, nell’ottobre 2008 ebbe anche l’interim del Veneto;

a conclusione di questa girandola di nomine, cui, come indicano le date, non è estraneo anche l’attuale governo che ha ereditato una situazione già prefissata e l’ha in certi casi portata avanti, le regioni attualmente (al novembre 2008) disponibili per i 10 vincitori del Concorso per dirigenti archeologi sono: Liguria e Veneto (coperte oggi dagli interim dei dirigenti della Regione Sicilia), Umbria, Ostia, Abruzzo, Molise, Basilicata, Sardegna;

contro l’esito del Concorso per dirigenti archeologi alcuni dei bocciati hanno presentato ricorso al TAR del Lazio: uno dei punti del ricorso è che la commissione d’esame non sarebbe a norma di legge. I ricorsi saranno esaminati dal TAR il 16 dicembre 2008. Ne potrebbe anche derivare una sospensiva. Un ricorso ulteriore riguarda anche due vincitori di merito (i nn. 9 e 10) che per una riserva di legge non espressamente richiesta sono stati sostituiti dagli idonei all’11o e 15o posto, come spiegato nella Circolare 2 ottobre 2008 n. 231;

a concorso bandito e in espletamento, il MiBAC ha cambiato le carte in tavola, nominando soggetti che non hanno sostenuto concorsi per dirigente, chiamati da altre Amministrazioni; nulla contro le persone che per quanto consta, nello specifico caso, a chi scrive sono di grande qualità, ma la scelta ministeriale appare quanto meno contradditoria;

il MiBAC riconosce ai dirigenti della Regione Sicilia, attualmente in comando dal loro Assessorato regionale, lo stesso trattamento economico di cui godono i Soprintendenti -:

se il ministro sia al corrente dei fatti segnalati dall’interrogante e quali iniziative intenda intraprendere al fine di non penalizzare i vincitori del concorso oggetto dell’atto di sindacato ispettivo. (5-00598)

LA RISPOSTA del Sottosegretario

Mi riferisco all’interrogazione dell’Onorevole Caparini riguardante il concorso pubblico a 10 posti di dirigente di seconda fascia, professionalità Archeologo, bandito con Decreto Dirigenziale del 9 marzo 2007 ed oggetto di ricorsi presentati dinanzi ai Tribunali Amministrativi Regionali per il Lazio e la Liguria.
In merito occorre inizialmente ripercorrere la successione temporale dei fatti di causa e lo stato in cui si trovano attualmente i ricorsi giurisdizionali pendenti di fronte ai citati tribunali:
nel contenzioso in atto presso il Tribunale amministrativo per il Lazio, nella Camera di Consiglio del 15 ottobre 2008 l’adito Tribunale ha reso l’ordinanza collegiale istruttoria n. 4836/2008, con la quale ha ordinato l’integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i concorrenti utilmente collocati in graduatoria ed ha accolto la domanda cautelare dei ricorrenti fino alla Camera di Consiglio del 16 dicembre 2008, cui ha rinviato per la trattazione dell’istanza incidentale di sospensione;
relativamente al contenzioso pendente dinanzi al Tribunale amministrativo per la Liguria, con ordinanza n. 385 del 30 ottobre 2008 la sede di Genova ha concesso la misura cautelare richiesta dai ricorrenti, disponendo la sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati. Successivamente alcuni dei vincitori del concorso hanno proposto appello avverso la predetta ordinanza n. 385 del 30 ottobre 2008 ed il Consiglio di Stato si è pronunziato annullandola e disponendo, con ordinanza n. 6469/2008, l’integrazione del contraddittorio anche in questa sede nei confronti di tutti i vincitori;
contestualmente, l’Avvocatura distrettuale di Genova ha comunicato di avere proposto ricorso per regolamento di competenza al Consiglio di Stato, trattandosi di ricorsi pendenti sulla medesima materia per la quale si ritiene competente per territorio, in via esclusiva, il Tribunale amministrativo per il Lazio;
in attesa della pronunzia sul merito, prevista per il 16 dicembre 2008 dinanzi al Tribunale amministrativo per il Lazio, il Ministero ha dato ottemperanza alla citata ordinanza di sospensione n. 385/2008 del Tribunale amministrativo per la Liguria e non ha proceduto, pertanto, alla nomina dei candidati risultati vincitori;
all’udienza del 16 dicembre 2008, il Tribunale amministrativo per il Lazio ha rinviato al 21 gennaio 2009 la discussione del merito del ricorso proposto.

Il contenzioso in atto, pertanto, ha impedito al Ministero di approvare la graduatoria e la nomina dei vincitori.
Per quanto concerne, invece, l’attribuzione degli incarichi dirigenziali di seconda fascia della professionalità di archeologo, faccio presente che l’Amministrazione ha proceduto informando la propria attività alla piena realizzazione degli obiettivi di efficienza ed efficacia, pur disponendo di un numero ridotto di dirigenti. Il conferimento degli incarichi dirigenziali, infatti, è stato predisposto secondo modalità idonee a garantire la migliore utilizzazione delle competenze professionali dei dirigenti in relazione ai risultati da conseguire e tenendo conto della disponibilità manifestata al riguardo dai dirigenti stessi, quale valida alternativa ad una situazione di assoluta vacanza di tecnici da preporre a compiti di così elevata specializzazione.

Al fine di evitare eventuali ipotesi di incertezza in merito alle procedure di attribuzione degli incarichi, faccio altresì presente che il Ministero ha conformato la propria attività ai principi costituzionali del buon andamento e dell’imparzialità delle pubbliche amministrazioni, anche per quanto riguarda la durata dell’incarico il cui termine è fissato in ragione degli obiettivi da perseguire al fine di assicurare la certezza delle situazioni giuridiche e garantire la continuità dell’azione amministrativa.
Gli stessi principi hanno conformato anche l’attribuzione degli incarichi a dirigenti tecnici della Regione Sicilia, in base all’articolo 19, comma 5 del decreto legislativo 165/2001 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche).
In relazione a quanto rappresentato in risposta all’Onorevole interrogante, si assicura che il Ministero per i beni e le attività culturali, nella consapevolezza dell’attuale carenza di figure dirigenziali della professionalità di archeologo, provvederà alla nomina dei candidati risultati vincitori ed alla stipulazione dei successivi contratti, non appena saranno superate le attuali difficoltà ed i ritardi derivanti dal contenzioso in atto in sede giurisdizionale.
CERTO, se i contenziosi hanno per effetto il blocco dei concorsi, finirà che nessun concorso riuscirà mai a concludersi se non dopo anni e anni di litigiosità e spese processuali.
Mala Tempora

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Un campo di calcio può essere un bene culturale.

Pubblicato da bretella su 22 Gennaio, 2009

E’ quanto ha stabilito la Provincia autonoma di Bolzano che ha sottoposto a vincolo di tutela storico-artistica  il campo sportivo “Giampiero Combi” a Merano. L’iniziativa mi pare interessante, anche se un simile esercizio della tutela misembra che corra il pericolo di tutelare “troppo”. E’ un po’ come dire “tutelo tutto, quindi non tutelo niente..”. In ogni caso, anche i campi sportivi possono essere considerati beni culturali. Volendo accogliere le motivazioni che hanno indotto la Giunta provinciale di Merano a riconoscere l’interesse storico artistico del campo sportivo “G. Combi”, ci sarebbe da domandarsi quanti campi sportivi bisognerebbe tutelare in Italia ma forse questa è una domanda oziosa.

Incollo il lancio rinviando ad una lettura integrale qui

Sotto tutela il Campo sportivo Combi a Merano

Il campo sportivo “Giampiero Combi” a Merano è sottoposto al vincolo di tutela storico-artistica. Lo ha deciso la Giunta provinciale nei giorni scorsi su proposta dell’assessora Sabina Kasslatter Mur.

Realizzato come ”Campo sportivo Littorio” nel 1933 in via Bersaglio su progetti dell’Ufficio edilizia di Merano nel 1957 il campo sportivo aveva ricevuto un’altra denominazione ed era stato intitolato all’allora portiere della Juventus Giampiero Combi.
Dal punto di vista della tutela storico-artistica il campo sportivo con la sua facciata monumentale ed il tetto sporgente sopra la tribuna costituisce un esempio di edificio in stile razionalista del del periodo fra le due guerre.
Una particolarità dal punto di vista costruttivo, come sottolinea il Soprintendente ai beni culturali, Leo Andergassen, è costituita dal tetto sporgente, analogo con quello del distributore di piazza Verdi a Bolzano. Il vincolo, secondo Andergassen, testimonia come la tutela storico-artistica estenda il proprio raggio d’azione anche anche ad edifici tecnici del recente passato.
La decisione di sottoporre a vincolo storico-artistico la struttura sportiva è stata adottata in accordo con il Comune di Merano che ne detiene la proprietà.
Fra breve il campo Combi sarà sottoposto ad interventi di sistemazione ed ampliamento in base ad un progetto individuato dal Comune di Merano tramite un apposito concorso d’idee.

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