BRETELLALOG

Un luogo dove parlare di diritto culturale e cultura del diritto

  • Categorie

  • free counters
  • Profilo Facebook di Alessandro Ferretti
  • Google Gruppi
    Iscriviti a Beni Culturali
    Email:
    Visita questo gruppo

Archivio per Febbraio 2009

Il giorno che non c’è…

Pubblicato da bretella su 28 Febbraio, 2009

E’ oggi!

Grazie a TUTTI per gli auguri :)

Pubblicato su io | Contrassegnato da tag: , | 1 Commento »

Ma che succede ai “beni culturali”? 5: Bondi interviene sulle dimissioni di Settis

Pubblicato da bretella su 27 Febbraio, 2009

Come da oggetto.

Bondi: Settis ha scelto sensazionalismo (Libero)

Potevamo discutere, spiace abbia preferito rivolgersi alla stampa

Milano, 26 feb. (Apcom) – Il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, si dice dispiaciuto per il fatto che Salvatore Settis con le sue dimissioni da presidente del Consiglio superiore del ministero abbia scelto “il sensazionalismo” invece del dialogo costruttivo. “Quello che mi è dispiaciuto – ha detto Bondi in un’intervista pubblicata dal quotidiano Libero – è che un tecnico come lui, responsabile del principale organo consultivo del ministro, invece di proporre nelle opportune sedi istituzionali una serie di misure urgenti per ovviare la ‘malagestione’ che egli stesso denuncia, abbia preferito rivolgersi agli organi di stampa cadendo nella rete del sensazionalismo mediatico”.

“Uno dei miei primi atti da ministro – aggiunge replicando all’accusa di avere spinto l’archeologo alle dimissioni – è stato quello di confermare il professor Settis nel suo ruolo, cercando di costruire un dialogo positivo per individuare soluzioni per la valorizzazione del patrimonio dei beni culturali attraverso una gestione più razionale ed efficace rispetto a quella tradizionale, dando spazio a figure nuove, con specifiche, competenze manageriali, in grado per esempio di leggere un bilancio, di stilare un programma finanziario, o di elaborare un piano costi-benefici. Non vedo allora come sia possibile imputare a me una simile decisione”.

“La cultura – prosegue Bondi – non è e non deve essere né di destra né di sinistra, per questo simili distinzioni non fanno altro che danneggiarla. Spero che il dibattito non si sviluppi in questi termini. Il dissenso di fondo che oppone Settis ai vertici del ministero riguarda la valorizzazione e la tutela dei beni culturali, le due missioni istitutive dello stesso ministero. Io ritengo che ai soprintendenti, e cioè ai ruoli tecnici del ministero, reclutati con severi concorsi e invidiati da tutto il mondo, spettino isoli compiti di tutela. Per questo abbiamo approvato un nuovo regolamento, ora all’esame del Consiglio dì Stato, che prevede una razionalizzazione delle direzioni centrali e periferiche del ministero, e la creazione di una nuova direzione per la valorizzazione del patrimonio che verrà affidata, dopo l’entrata in vigore del regolamento di attuazione, a un manager di chiara fama come Mario Resca”.

Il ministro garantisce infine che il sostituto di Settis, il professor Carandini, “non ha pregiudiziali ideologiche” ed “è fermamente convinto della necessità di una maggiore valorizzazione e promozione del nostro patrimonio artistico e crede nell’innovazione. La sua presidenza sarà una garanzia per tutti”.

Tratto APCOM

Pubblicato su Bondi, beni culturali | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Ma che succede ai “beni culturali”? 4: dimissioni, dimissioni…

Pubblicato da bretella su 27 Febbraio, 2009

Come ho scritto nel precedente intervento le dimissioni stanno caratterizzando in questo momento l’attività dei membri del Consiglio superiore dei beni culturali. Ieri è apparso questo articolo su l’Unità. Tralascio commenti.

Dopo Settis altre dimissioni, ai Beni culturali c’è «delusione»

di Stefano Miliani

C’è turbamento, preoccupazione, tanta amarezza, molta delusione, nel variegato mondo che si occupa del patrimonio artistico italiano per conto dello Stato. La causa è presto detta: le dimissioni di una personalità autorevole come Salvatore Settis dalla presidenza del consiglio superiore dei beni culturali, organismo chiamato a dare pareri – non vincolanti e però significativi – su faccende importanti come piani di spesa, prestiti di opere d’arte, strategia del ministro e del ministero. Un dissenso pubblico che Bondi non ha tollerato ha indotto il preside della Normale di Pisa a lasciare l’incarico.

Nelle stesse ore si sono dimessi Andrea Emiliani, già soprintendente a Bologna, e Andreina Ricci, docente di metodologia archeologica a Roma. Nel pomeriggio di giovedì altri due consiglieri hanno rassegnato le dimissioni: Mariella Guercio, presidente del comitato archivi, designata dall’assemblea di docenti universitari e personale tecnico-scientifico del ministero, e lo studioso d’arte e architettura Cesare De Seta. Lui, come Settis, Emiliani e Ricci, era stato nominato dall’ex ministro Rutelli e poi confermato da Bondi.

Il “parlamentino” dei beni culturali conta 18 posti da consigliere. Riparte mercoledì 4 marzo alle 15 nella riunione che sarà introdotta dal vice presidente Antonio Paolucci primqa che prenda l’incarico il sostituto di Settis, l’archeologo romano Andrea Carandini. Il quale, a l’Unità che gli chiede un’intervista, risponde: «Voglio meditare il mio intervento in consiglio, ora sono entrato in un momento di riserbo. Per non creare ulteriori confusioni e concentrarmi ho sospeso tutte le interviste».

26 febbraio 2009
Per leggere la pagina da cui ho tratto la notizia andate qui

Pubblicato su Bondi, beni culturali, governo del Paese, ministero beni culturali | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

Ma che succede ai “beni culturali”? 3: altre prese di posizione.

Pubblicato da bretella su 27 Febbraio, 2009

Indubbiamente, l’ultimo mese è stato particolarmente “ricco” di novità, polemiche e confusione. Il dimissionario Settis ha lasciato il proprio posto di Presidente del Consiglio Superiore al prof. Andrea Carandini, il Ministero, nelle sue strutture centrali, procede con impressionante velocità in inziative di rilievo a 360 gradi nel panorama interno e internazionale, la periferia del dicastero “protesta”, parte del mondo della cultura “protesta”. C’è chi chiede a Carandini di dimettersi, c’è chi chiede al ministro dei beni culturali di dimettersi, c’è chi si è dimesso (oltre a Settis, anche Emiliani se ne è andato dal Consiglio), c’è chi si vorrebbe dimettere, ma non lo fa, la maggior parte dei protagonisti non intendono cedere posizione. Insomma, oggi il sistema dei beni culturali rappresenta un guazzabuglio di notevoli proporzioni che sembra destinato ad aggravarsi. Nella mia profonda ignoranza delle “cose politiche” verrebbe da pensare che si tratta dei primi passi diretti a far abdicare lo Stato dalle funzioni di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale del Paese a vantaggio dei privati e delle comunità locali, sulla pretesa vicinanza con il sistema inglese. Quello che so è che il nostro modello costituisce un esempio e che lo smantellamento che si sta profilando è un atto che rischia di mandare in frantumi decenni di esperienza e conoscenza. Cosa succederà? Non ci resta che seguire le vicende con attenzione e tentare delle ipotesi ricsotruttive nel tempo. Per ora vorrei riportare l’articolo pubblicato su Il Giornale del 26 febbraio in merito al pensiero di Bondi sulla configurazione del nuovo Ministero per i beni culturali.

Bondi «Tutelare sì, ma senza frenare lo sviluppo»

Le dimissioni di Salvatore Settis da presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, ufficializzate ieri, hanno provocato un diluvio di prese di posizioni. Sul contrasto fra l’archeologo e il responsabile della politica culturale del governo, il ministro Sandro Bondi, erano già intervenuti politici, associazioni e addetti ai lavori, quasi tutti per invitare il ministro a respingere le dimissioni di Settis. E ieri, mentre le dichiarazioni sul caso proseguivano, sono intervenuti anche i due più diretti interessati. Bondi ha detto che il suo dissenso con Settis verteva su «questioni di merito». «In particolare – ha spiegato al Giornale – sulla necessità non solo di tutelare il nostro patrimonio storico e artistico ma anche di valorizzarlo adeguatamente. Per questo occorre unire alle competenze tecniche di eccellenza dei sovrintendenti e del ministero specifiche competenze manageriali in ambito culturale, seguendo l’esempio di altri Paesi europei. Il mio programma di rinnovamento si fonda su questa scommessa, per la quale ho presentato una proposta di riforma del ministero che prevede fra l’altro una nuova direzione generale per la valorizzazione del nostro patrimonio artistico. Voglio un ministero che non sia percepito come un freno allo sviluppo e alla modernizzazione dell’Italia». Il ministro ha proseguito ricordando di avere messo fine ai finanziamenti a pioggia, di avere concentrato le risorse sulle aree archeologiche di Roma e di Pompei e sul complesso di Brera a Milano. «In questo modo – ha detto ancora al Giornale – si vedrà l’efficacia del piano strategico, contribuendo nello stesso tempo a mutare l’immagine dell’Italia nel mondo».
Quanto a Settis, ha incassato la solidarietà della stragrande maggioranza del Consiglio superiore che ieri ha votato un documento in cui si definiscono «non solo legittime ma doverose» le dichiarazioni dell’ormai ex presidente che avevano poi provocato «una ingiustificata e incomprensibile presa di posizione del ministro». Uscendo dal ministero dopo aver formalizzato le dimissioni, Settis ha detto che continuerà la sua battaglia da «cittadino, qualifica molto più importante di quella di presidente». «Non vedo – ha dichiarato – quale debba essere il mio ruolo se non quello di dialogare con il ministro, ma lui non accetta il dialogo».
Per l’ex ministro Francesco Rutelli, che lo aveva nominato presidente del Consiglio superiore, Settis merita l’onore delle armi. Per Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, invece no perché «ha condiviso una politica fallimentare».

Tratto da IlGiornale qui

Pubblicato su Bondi, beni culturali, governo del Paese, ministero beni culturali | Contrassegnato da tag: , , , , | 1 Commento »

Andrea Carandini nuovo Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali

Pubblicato da bretella su 25 Febbraio, 2009

Settis dimissionario lascia il posto ad Andrea Carandini. Questo il breve comunicato stampa.

Il Ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi, a seguito delle dimissioni del professore Salvatore Settis, che ha ringraziato per il lavoro svolto, ha nominato il professore Andrea Carandini Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali.

Andrea Carandini é professore ordinario dal 1980 e dal 1992 insegna Archeologia presso l’Università di Roma “La Sapienza” ed è uno dei più illustri e autorevoli archeologi a livello internazionale.

Roma, 25 Febbraio 2009
Ufficio Stampa – MiBAC
tel. 066723.2261 .2262

Pubblicato su Bondi, beni culturali | Contrassegnato da tag: , , | 1 Commento »

Ma che succede ai “beni culturali”? 2: il comunicato stampa

Pubblicato da bretella su 24 Febbraio, 2009

Oggi ho letto il comunicato stampa  che pubblico di seguito. Ho scelto di riportare quello apparso su Patrimoniosos.it perchè è il sito più “vicno” al prof. Settis. Vediamo quello che dice..

Beni culturali nel caos: comunicato
L’attacco a Settis e a Guzzo, i commissariamenti delle Soprintendenze da parte del ministro Bondi, lo svilimento generale dell’Amministrazione dei Beni Culturali fanno parte di una scelta politica che delegittima la tutela pubblica, devitalizza e, di fatto, liquida il Ministero preparando la privatizzazione commerciale dei beni culturali “ricchi”. Una politica che va respinta con forza e indignazione.

Mentre le Soprintendenze stentano sempre più, per mancanza di fondi, a svolgere i loro ordinari compiti di tutela e rischiano di agonizzare con l’arrivo di sempre nuovi tagli di risorse accettati supinamente dal ministro Bondi, questi attacca frontalmente la sua stessa amministrazione. La delegittima sul piano tecnico-scientifico “dando spazio a figure nuove, con specifiche competenze manageriali, in grado per esempio di leggere un bilancio” (dall’intervento del 23 febbraio sul “Giornale”), come se l’attuale personale di Soprintendenza, tecnici e amministrativi, e quanti li hanno preceduti avessero portato allo sfascio, per ignoranza delle leggi economiche, le strutture della tutela e della valorizzazione. La svuota di poteri e di competenze specifiche moltiplicando i commissariamenti calati dall’alto (Pompei, aree archeologiche di Roma e di Ostia, ecc.) e reclutando supermanager e superesperti che, oltre a mortificare la dirigenza dei Beni Culturali, peseranno su di un bilancio già stremato che il piano Tremonti, da qui al 2011, riduce a cifre di pura sopravvivenza. Bondi e altri ministri di questo governo trattano poi la rete dei musei, dei monumenti, dei siti – evidentemente non conoscendola – come una sorta di antiquata e polverosa zavorra. Essi rimuovono il fatto che nel periodo 1996-2007 i visitatori dei musei, dei circuiti museali e delle aree archeologiche sono saliti da 25 a 34,5 milioni con un incremento del 38 per cento e che i relativi introiti sono più che raddoppiati balzando da 52,7 a 106 milioni di euro con un incremento del 101 per cento. Con una flessione o una stasi nel 2008 anno di crisi per tutte le correnti turistiche, a cominciare dalle più qualificate. Risultati formidabili conseguiti da questa Amministrazione pur sottopagata e con mezzi tecnici e finanziari sempre insufficienti. Si può fare certamente di più e di meglio su questo e su altri piani, a cominciare da una più incisiva e diffusa tutela del nostro paesaggio minacciato da mille insidie speculative. Ma lo si può incoraggiando, motivando, dotando di mezzi una Amministrazione onesta (non un solo implicato di alto livello in Tangentopoli), competente e leale verso lo Stato.
Il ministro Bondi ha invece scelto la strada opposta, quella della delegittimazione, dell’esautoramento, del richiamo intimidatorio al silenzio e all’ordine. Che ora rivolge pubblicamente ad un personaggio di alta competenza internazionale e di qualificato impegno culturale e civile come Salvatore Settis, presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali ingiungendogli dalle colonne di un giornale appartenente alla famiglia del presidente del Consiglio di allinearsi e tacere, di cessare cioè dalla funzione critica che, in ogni democrazia compiuta, viene riconosciuto agli intellettuali. E analogo trattamento viene riservato ad uno dei più valorosi studiosi e soprintendenti, a Pier Giovanni Guzzo che tanto ha fatto, per la sua parte, a Pompei, in Puglia, in Emilia-Romagna. Un ordine rivolto al professor Settis affinché tutti i componenti critici del Consiglio Superiore intendano e chinino il capo in silenzio, pronti ad accettare qualunque cosa, anche l’umiliazione di vedere spregiata una rete di tutela e di musei ammirata, in linea generale, dai direttori dei maggiori musei del mondo, dagli esperti di ogni Paese. Noi siamo con loro in queste ore davvero drammatiche per l’autonomia della cultura.
Lo stesso commissariamento straordinario promesso un mese fa alle aree archeologiche di Roma e Ostia rappresenta un autentico suicidio anche sul piano dell’immagine turistica di una Capitale che coi fondi della legge Biasini e del Giubileo – spesi e spesi bene nella collaborazione piena, allora, fra Stato, Regione, Provincia e Comune – ha restaurato e riaperto siti e monumenti romani, ha inaugurato nuovi splendidi Musei (ex Collegio Massimo, Palazzo Altemps, ex Centrale Montemartini, Crypta Balbi, ecc.), altri ne ha riallestiti e ammodernati (Galleria Borghese e Musei Capitolini in testa) riacquistando così prestigio e attirando nuovi visitatori da tutto il mondo. In poche battute un patrimonio formidabile – di sostanza e di immagine – viene buttato in discarica dal Ministero e dal Comune di Roma con l’incoraggiamento di esperti esterni pronti a nuove e ricche consulenze. Un’operazione inaccettabile, sotto ogni punto di vista (compreso quello dell’immagine internazionale), contro la quale protestiamo indignati chiedendo al presidente della Repubblica, custode attivo della Costituzione, la operante difesa e attuazione del dettato dell’articolo 9 della suprema carta (“La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”), chiedendo alla pubblica opinione, agli organi di informazione di non far passare sotto silenzio la rovina che viene rovesciata sui nostri beni culturali e paesaggistici con l’intento di smantellare – qui come nella scuola, nella sanità, nella ricerca – tutto ciò che è pubblico operando di fatto per la privatizzazione di quei beni in grado di produrre incassi e profitti. Cosa che non accade in nessun’altro Paese civile e avanzato dove la cultura viene in genere potenziata nei momenti di crisi anziché indebolita, intimidita, ammutolita. Non a caso al pari della Storia dell’Arte che già si insegna pochissimo e che questo Ministero dell’Istruzione vuole insegnare ancor di meno.

Assotecnici, Associazione “R.Bianchi Bandinelli”, Comitato per la Bellezza, Eddyburg, Italia Nostra, Legambiente, PatrimonioSos, WWF.

tratto da patrimoniosos.it

Pubblicato su Bondi, beni culturali, governo | Contrassegnato da tag: , , , , | Lascia un commento »

Ma che succede ai “beni culturali”?

Pubblicato da bretella su 24 Febbraio, 2009

E’ questa la domanda che sento farmi più frequentemente in questi giorni di caos collettivo, dove le funzioni di un ministero sono abdicate in favore di commissari ed enti locali. E’ una specie di piccola rivoluzione che lancia segnali importanti e che ferisce gli uomini di cultura del nostro Paese. Vorrei provare a fare un po’ di ordine, ma in questi giorni è successo di tutto ed offrire una cronistoria di quanto si sta verificando è difficile. E allora? Allora aggiornerò il blog offrendo le notizie (passate e attuali) più significative cercando di offrire un quadro esauriente della situazione. Quello che è certo è che l’allarme per i beni culturali in Italia sta suonando…

Pubblicato su Bondi, archeologia, beni culturali, politica | Contrassegnato da tag: , , , , , | Lascia un commento »

L’archeologia commissariata II – Conferenza stampa il 20 febbraio

Pubblicato da bretella su 18 Febbraio, 2009

ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI TECNICI PER LA TUTELA DEI BENI CULTURALI E AMBIENTALI
con l’adesione di
Associazione Nazionale Archeologi
Associazione Bianchi Bandinelli
C.I.A.
Comitato per la Bellezza
Eddyburg
Italia Nostra
Legambiente
Patrimoniosos
Conferenza stampa
Uno tsunami sull’archeologia romana:
protezione civile o civiltà della tutela?
SALA DELLA STAMPA ESTERA
Via dell’Umiltà 83/C
00187 Roma
Ph: +39 06-675911
Fax: +39 06-67591262
segreteria@stampa-estera.it
20 febbraio 2009, ore 11
Interverranno i tecnici e i rappresentanti delle Associazioni

Pubblicato su archeologia, beni culturali | Contrassegnato da tag: , , , , , | 3 Commenti »

L’archeologia commissariata

Pubblicato da bretella su 18 Febbraio, 2009

Ho aspettato un po’ prima di affrontare il tema. Oggi inizio pubblicando un comunicato stampa di diverse associazioni di categoria che protestano contro questo nuovo attentato ai beni culturali, costituito dal commissariamento dell’archeologia a Roma. Personalmente, credo che la questione non sia solo politica, ma rivesta anche forma di tutela di interessi di tipo diverso. Su questo punto il tempo ci darà risposta; per ora invito chiunquea fosse interessato alla Conferenza stampa che si terrà Venerdì 20 febbraio a Roma sulla questione (qui il comunicato).

COMUNICATO STAMPA
Commissariamento soprintendenze archeologiche di Roma e Ostia
L’annuncio, da parte del Ministro Bondi e del Sottosegretario Giro, di avviare le
procedure per il commissariamento delle Soprintendenze Archeologiche di Roma e di
Ostia con sistemi di Protezione Civile, ai quali si ricorre straordinariamente in
situazioni di calamità, appare grave e immotivato. Non a caso esso ha mobilitato
archeologi, architetti, esperti, tecnici e il personale tutto dei due uffici del Ministero.
Non a caso l’appello lanciato il 2 febbraio su www.patrimoniosos.it, ha raccolto
l’adesione di circa 4000 firmatari della comunità scientifica internazionale, dei
colleghi e della società civile.
A tre settimane dalla notizia lo stesso commissario in pectore Bertolaso ha dichiarato
che non è ancora stata effettuata alcuna constatazione tecnica dalla protezione civile.
A oggi l’area archeologica romana viene presentata come se fosse in stato di assoluto
abbandono, degrado e pericolo insinuando il concetto di incapacità a farvi fronte da
parte delle Soprintendenze.
Se si trattasse solo di risolvere problemi conservativi di carattere straordinario,
sarebbero sufficienti una legge e finanziamenti ad hoc, come già avvenuto in passato.
Esiste in tal senso un precedente che ha risolto in modo straordinario problemi
analoghi a quelli attualmente sollevati per il Palatino, (la legge Biasini 1981-86
speciale e specifica per l’archeologia di Roma,“recante provvedimenti urgenti per la
protezione del patrimonio archeologico di Roma”).
L’unicità del patrimonio romano ha indotto il Ministero a dotare la Soprintendenza,
con apposito decreto, di autonomia scientifica e amministrativa, per un accrescimento
continuo e costante, attraverso i propri introiti e la propria capacità di gestione e di
progettazione culturale. Tale autonomia riguarda l’intera Soprintendenza e non solo
musei e monumenti aperti al pubblico, diversamente dal Polo Museale Romano.
Sarebbe dunque auspicabile continuare in questa linea programmatica mettendo le
Soprintendenze in condizione di produrre interventi mirati ed efficaci, potenziando i
settori più carenti degli uffici e non privandoli continuamente di risorse economiche e
umane.
Inoltre l’annuncio dell’istituzione di un “Comitato scientifico di alto livello”, una
sorta di Direttorio sovraordinato al corpo dei funzionari e forse allo stesso
Soprintendente, svilisce e delegittima le professionalità presenti all’interno degli
Uffici che da sempre svolgono anche in collaborazione con Università e Istituzioni
italiane e straniere un lavoro di altissimo livello qualitativo, tutelando e valorizzando
l’eccezionale patrimonio archeologico di Roma ed Ostia.
Allarma l’inconsapevolezza e la sbrigatività con cui si affronta l’argomento della
conservazione del patrimonio archeologico che potrebbe anche subire gravi danni
nella fretta del raggiungimento di un risultato che si vuole ottenere con procedure
irrituali.
Il commissariamento è stato annunciato nel primo incontro del tavolo di
concertazione Ministero-Comune sulla valorizzazione dell’area archeologica centrale
di Roma e, in modo singolare, riguarda anche il resto di Roma e Ostia Antica
(dipendente da altra soprintendenza), in una non chiara commistione di competenze e
funzioni sospese tra l’emergenza da protezione civile e la pubblica fruizione.
Mentre si fa sempre più manifesta e insanabile la spaccatura fra una ”archeologia ad
alto reddito” (come il Colosseo) e una “archeologia senza reddito” (tutti i siti e musei
diffusi sul territorio), il ricorso, ormai troppo frequente, a queste sovrastrutture in
luogo dell’ordinaria Amministrazione dello Stato prefigura lo smantellamento delle
Soprintendenze, grande risorsa storica e culturale della Nazione, a garanzia
dell’interesse pubblico.
La definizione di “talebani” e “fondamentalisti della tutela” riservata agli operatori
del settore, oltre a denigrare l’eccellente lavoro sin qui svolto dai tecnici dello Stato,
mostra il disprezzo per gli uffici periferici del MIBAC che, secondo il principio
sancito dalla nostra Costituzione, tutelano i Beni Culturali della Repubblica e,
dunque, di tutti i cittadini.
ASSOTECNICI
con l’adesione di
Associazione Nazionale Archeologi
Associazione Bianchi Bandinelli
C.I.A.
Comitato per la Bellezza
Eddyburg
Italia Nostra
Legambiente
Patrimoniosos

Ringrazio l’Ufficio Stampa di ANA nella persona della Dott.ssa Astrid D’Eredità per avermi trasmesso il comunicato .

Pubblicato su archeologia, beni culturali, ministero beni culturali | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | 2 Commenti »

Malattia e visite fiscali

Pubblicato da bretella su 15 Febbraio, 2009

Alle volte mi diverto a leggere le lettere che vengono spedite nelle redazioni dei giornali e ho sempre pensato che non tutte siano “genuine”. Credo che, talvolta, si voglia affrontare un certo argomento ed hoplà spunta la lettera che permette la discussione. Altre volte, poi, mi chiedo se veramente qualche persona “reale” possa scrivere certe cose: forse sono provocazioni, ma pensare  che esista qualcuno in grado di partorire un certo tipo di pensieri, mi sorprende e stupisce..Tutto questo giro di parole per: a) evitare di incorrere in reati di qualsiasi tipo, affermando quello che penso di questa lettera; b) presentare questa lettera, dove un signore, non so sulla base di quale ragionamento intimo e personale, ritiene che non esista un diritto alla salute e chi si ammala è inesorabilmente un furbone; c) presentare la nuova tesi scientifica di questo signore, in base alla quale se una persona è ammalata, pagare una visita costituisce un ottimo deterrente alla malattia che, spaventata, se ne va via…

La ghiotta “lettera al direttore”, che ho letto in mattinata (il giornale non lo dico..),  è questa

A carico del malato?

Sembra che per effettuare le visite fiscali di verifica ai lavoratori in malattia le aziende e lo stato non abbiano i soldi. Perché, allora, non farle pagare al lavoratore in malattia? Si otterrebbe un doppio effetto deterrente: economico e di controllo, perché diventerebbe molto più probabile ricevere una verifica a domicilio.

Lettera firmata

(Il nome di questo lettore io non lo metto, se volete trovatelo da voi) Qualcuno vuole commentare?

P.S. A meno che non sia un ministro a caso che inzia a sondare il terreno prima di attuare l’ennesima favolosa novità per combattere i fannulloni…

Pubblicato su Brunetta, fannulloni | 3 Commenti »

Visitate i Musei: oggi un ingresso è gratuito.

Pubblicato da bretella su 14 Febbraio, 2009

Si rinnova anche nel 2009 l’iniziativa promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali per la festa di San Valentino e  battezzata per l’occasione “Innmorati dell’Arte”. Sarà sufficiente presentarsi in due all’ingresso per accedere pagando un solo biglietto. E’ una buona iniziativa che ci permette di vedere quei luoghi così importanti per la cultura,  come i Musei – vero Brunetta? -, e che spesso dimentichiamo di visitare “perchè tanto sono lì”.  Approfittatene oggi: risparmiate il costo di un biglietto e vi arricchite di cultura!!! Cosa volete di più?

Cliccando qui avrete il quadro completo delle iniziative collegate a questa giornata in tutte le regioni di Italia.

Buone visite!

Pubblicato su beni culturali | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento »

Incentivi progettazione: un’apertura contro la irretroattività del taglio.

Pubblicato da bretella su 9 Febbraio, 2009

Ho letto con attenzione le pagine del sito UN ITEL dove si affronta con dovizia di particolari il problema della immediatezza del taglio dell’incentivo previsto dall’articolo 92, comma 5  Codice appalti. A questo proposito ho letto il parere rilasciato dall’Avv. Dover Scalera e mi convince appieno sia sulla portata  normativa delle circolari (ed in questo caso della circolare 36 del 2008 – che ho già pubblicato sul sito -) sia sulla impossibilità di configurare retroattivamente il taglio allo 0,5 %.

Vi incollo di seguito il parere che può essere scaricato liberamente (in formato pdf) dal sito UNITEL qui . Suggerisco una proficua lettura a chi si trova minacciato dalla richiesta di restituzione di quanto già percepito in riferimento al 2008, ma con decorrenza dal 2009. In fin dei conti, unendosi un po’ di persone si potrebbe pensare anche ad un bel ricorso, no???

Oggetto: Incentivi alla progettazione ex art.92 comma 5, del d. lgs. n. 163/2006 – Circolare n.
36 del 23.12.2008 del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Con la circolare del 23.12.2008 n.36 il Ministero dell’economia e delle Finanze ha fornito alcune
indicazioni per “l’applicazione delle disposizioni concernenti ulteriori misure di riduzione della
spesa ed abolizione della quota di partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza
specialistica”. In particolare, la circolare ministeriale si propone di fornire indicazioni in ordine alla
applicazione delle disposizioni contenute nell’art. 61 del decreto – legge 25 giugno 2008 n.112,
convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008 n.133.
Ai fini che in questa sede rilevano, il “chiarimento” oggetto di riflessione è quello concernente il
comma 8 del menzionato art.61 della legge 133/2008 disciplinante la riduzione dell’incentivo alla
progettazione ex art. 92 del dlgs 163/06.
Come si è già avuto modo di precisare, dalla lettura coordinata dei commi 8 e 17 dell’art. 61 della
legge n. 133/2008, si evince che la misura di contenimento della spesa pubblica costituita
dall’obbligo di versare in apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, l’1,5% della
percentuale prevista dall’articolo 92, comma 5, del d. lgs. n. 163/2006, non si applica agli enti
territoriali e agli enti di competenza regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano, del
Servizio sanitario nazionale.
Infatti, il citato comma 17 individua l’ambito di operatività soggettiva della misure di contenimento
della spesa pubblica contemplate nel predetto art. 61, con la previsione per cui “Le somme
provenienti dalle riduzioni di spesa e le maggiori entrate di cui al presente articolo, con esclusione
di quelle di cui ai commi 14 e 16, sono versate annualmente dagli enti e dalle amministrazioni
dotati di autonomia finanziaria ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato”
precisando, in aggiunta, che “la disposizione di cui al primo periodo non si applica agli enti
territoriali e agli enti, di competenza regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano,
del Servizio sanitario nazionale.”
Dinanzi al dato letterale dell’art. 61, comma 8 – pur con l’auspicio che la disposizione venisse
integralmente espunta dal testo di legge – si erano suggerite due diverse interpretazioni:
1) La prima nel senso della non applicabilità tout court del prelievo agli Enti territoriali, in
virtù di una lettura della norma in linea con il quadro di riparto di competenze sancito dalla
Costituzione e ribadito dalle più recenti pronunce della Corte costituzionale, oltre che con la
finalità di “valorizzare le professionalità interne alle amministrazioni” dichiarata al comma
2 dello dell’art. 61 ”.
2) La seconda, nella accezione più restrittiva, di considerare applicabile agli Enti territoriali la
riduzione dal 2 allo 0,5% della percentuale prevista dall’articolo 92, comma 5, del d. lgs. n.
163/2006, con la sola esenzione per gli stessi dal versare le maggiori entrate derivanti da tale
misura ad apposito capitolo del bilancio dello Stato, proprio in virtù della autonomia
finanziaria di cui sono dotati in virtù dell’art. 119 della Costituzione.
Ebbene, dopo una serie alternata di interventi alcuni dei quali avevano fatto esultare per la
eliminazione dalle misure di contenimento della spesa pubblica di una disposizione che si traduceva
in una vera e propria “confisca statale” di quota parte dell’incentivo comunale, si è assistito non
solo alla sua reintroduzione, ma anche ad una innovazione sostanziale del regime di applicazione
della disposizione per effetto della circolare del 23.12.2008 n.36 del Ministero dell’economia e
delle Finanze.
Infatti, con riferimento al comma 8 del menzionato art.61, la circolare 36/08 precisa: “la
percentuale del 2% dell’importo a base di gara prevista come corrispettivo o incentivo per la
progettazione ai sensi dell’art. 92, comma 5 del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163 viene
destinata per lo 0,5% alla finalità di incentivo individuata dalla norma de qua e per l’1.5% al
versamento di apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato. Si rinvia a successiva
comunicazione l’indicazione degli estremi del capitolo. La riduzione del compenso incentivante,
operante a partire dal 1° gennaio 2009, si ritiene debba trovare applicazione a tutti i compensi
comunque erogati a decorrere dalla predetta data e non solo ai lavori avviati dopo l’entrata in
vigore della nuova disciplina. Di conseguenza, la riduzione va applicata con riferimento a tutta
l’attività progettuale non ancora remunerata a tale data, anche in presenza di contratti integrativi
definiti secondo la previdente disciplina. Il tenore letterale della norma, infatti, laddove parla di
destinazione a decorrere dal primo gennaio 2009 appare indicativo di una precisa volontà del
legislatore in tal senso.
La disposizione, nella parte in cui prevede la riduzione della percentuale da corrispondere al
personale per le predette finalità incentivanti, ha portata generalizzata ed opera con riferimento
alla pubbliche amministrazioni cui si applica il citato decreto legislativo. Si evidenzia però che -
secondo quanto previsto dal comma 17 – gli enti territoriali, gli enti di competenza regionale e
delle province autonome di Trento e Bolzano e gli enti del servizio sanitario nazionale non devono
procedere al suddetto versamento. Pertanto si ritiene che le suddette economie di spesa debbano
incidere in termini positivi sui rispettivi saldi di bilancio”.
Ebbene dal testo della Circolare in commento si desume che:
1) Tra le due interpretazioni prospettate – esenzione tout court per gli enti territoriali o
applicazione generalizzata con sola esclusione per gli enti territoriali dal versamento in
apposito capitolo del bilancio dello Stato – il Ministero dell’economie e delle finanze
sostiene una applicazione generalizzata del prelievo;
2) Si introduce un regime retroattivo della norma ritenendo che la riduzione dell’incentivo ex
art.92 del dlgs 163/06 vada applicata anche all’attività progettuale già espletata ma non
remunerata al 1° gennaio 2009;
3) Si conferma che gli Enti territoriali – pur tenuti alla riduzione – non debbano procede al
relativo versamento in apposito capitolo del bilancio dello Stato, ma possano utilizzare le
economie di spesa realizzate per incidere in termini positivi sui saldi dei propri bilanci.
Da quanto premesso discende la necessità di una prima considerazione di carattere generale.
Nel sistema delle fonti normative le circolari sono atti di natura conoscitiva adottati allo
scopo di illustrare i termini di applicazione di nuove disposizioni legislative (cd. Circolari
interpretative) .
Nel caso delle circolare 36/08, invece, l’intervento del Ministro del tesoro non appare circoscritto a
mere indicazioni ma, al contrario, è palesemente inteso all’identificazione delle situazioni concrete
alle quali applicare le disposizioni normative, addirittura introducendo un regime retroattivo non
contemplato nell’art.61, comma 8.
In altri termini, incidendo sulla definizione di situazioni soggettive di privati la circolare finisce per
introdurre innovazioni sostanziali nel sistema normativo.
Ebbene, la Corte dei Conti ha dichiarato “la illegittimità della Circolare, nella parte in cui si
sostituisce ad una legge dello Stato assumendo, addirittura, un contenuto parificato a quello di
norme di livello primario”.
Si assiste ad un fenomeno di circolari cd “normative” che, sotto il profilo delle fonti del diritto,
vanno spesso ad incidere nello spazio che la legge n.400/88 individua per i decreti ministeriali.
Peraltro le circolari cd “normative” non solo derogano alle elementari indicazioni di conformità a
legge, ma si pongono fuori del quadro di riferimento costituzionale, andando ad incidere su diritti
fondamentali della persona oggetto di una riserva di legge assoluta.
Fatta questa premessa, è evidente che nel caso di specie la circolare ministeriale n. 36/08 assume
un indubbio contenuto normativo nella parte in cui innovando all’art. 61, comma 8, della Legge
133/08 sancisce l’applicazione generalizzata del prelievo a tutti i soggetti tenuti alla applicazione
del decreto legislativo 163/06 nonché la sua applicazione alle prestazioni già svolte ma non ancora
remunerate al 1° gennaio 2009.
Sotto il primo aspetto va precisato che, a differenza di quanto lascia intendere la Circolare
ministeriale, l’art. 61, comma 8 della legge 6 agosto 2008 n.133 non ha modificato l’art. 92 del dlgs
163/06 il cui contenuto è rimasto invariato anche dopo le modifiche apportate al Codice dei
Contratti dal successivo D.Lgs. 11 settembre 2008, n. 152 (terzo decreto correttivo).
Invero l’art.61,comma 8, introduce una vera e propria tassa con la conseguenza che ai fini della
determinazione dell’ambito soggettivo di applicazione della norma il riferimento non è la materia
degli appalti pubblici ma quella fiscale per la quale il comma 3 dell’art. 117 della Cost. dispone che
“sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: ………..(omissis); armonizzazione dei
bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; ……(omissis).
Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la
determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.”
Ed ancora, l’art. 119 della Cost. per il quale “I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le
Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa”.
Ciò detto la interpretazione fornita dalla Circolare per cui la riduzione del 2% si applica a tutti i
soggetti tenuti alla applicazione del dlgs 163/06 non è corretta poiché a nulla rileva il regime –
peraltro rimasto invariato – del codice degli appalti, assumendo esclusivo rilievo, invece, il principio
di autonomia finanziaria costituzionalmente riservata agli enti territoriali.
Sotto altro profilo, il regime di retroattività del prelievo introdotto dalla Circolare 36/08 è
senz’altro innovativo del testo di legge e lesivo delle posizioni di terzi privati.
Infatti, ribadito che il divieto generale di retroattività della legge costituisce un principio generale
dell’ordinamento, la giurisprudenza costituzionale ha ribadito che secondo gli ordinari canoni
ermeneutici, il dato normativo precettivo della retroattività deve essere chiaramente esplicato dalla
disposizione che lo introduce mentre invece, nell’art.61 comma 8, della legge 113/08 non vi sono
disposizioni precettive a carattere retroattivo relative alla riduzione dell’incentivo alla progettazione
degli uffici tecnici interni alle stazioni appaltanti. Al contrario, una interpretazione siffatta finirebbe
per incidere su un diritto soggettivo vantato dai dipendenti degli uffici tecnici delle stazioni
appaltanti i quali hanno maturato il diritto al pagamento in busta paga dei corrispettivi previsti dalla
normativa applicabile al momento in cui le prestazioni sono state svolte.
Tra l’altro – stante alla indicazione fornita dal Ministro – l’applicazione agli Enti territoriali del
regime retroattivo finirebbe per produrre un effetto paradossale per cui i corrispettivi non pagati ai
tecnici in base a prestazioni già dagli stessi effettuate costituirebbero economie di spesa per i
rispettivi bilanci da utilizzare a discrezione dell’ente, il tutto in evidente violazione del principio di
parità di trattamento di cui all’art.3 della Costituzione.
Quanto agli strumenti per reagire avverso la applicazione della Circolare in esame, la
questione della tutela dei singoli nei confronti delle circolari normative dotate di efficacia esterna, è
direttamente connessa alla qualificazione giuridica che l’interprete dà del fenomeno.
In linea di massima se la circolare viene considerata un atto normativo generale ed astratto,
mancherebbe un interesse concreto ed attuale del singolo ad agire per l’eliminazione della stessa. Il
Consiglio di Stato, afferma che le circolari hanno un’efficacia esterna soltanto quando incidano su
un procedimento amministrativo e ne ammette un’impugnativa congiunta unitamente all’atto
applicativo, al fine di eliminare gli effetti giuridici da esse esplicati nei confronti dei terzi ( Cons. di
Stato Se. V, 1/4710993 n.472).
Nel caso di specie, pertanto, la Circolare 36/08 andrebbe impugnata dinanzi al Giudice ordinario
(vertendosi di diritti soggettivi) nella specie, al giudice del lavoro, unitamente ai provvedimenti con
cui gli Enti territoriali si rifiutano di provvede alla liquidazione dei corrispettivi maturati dai tecnici
per le prestazioni svolte precedentemente al 1° gennaio 2009.

Con l’occasione ed in via subordinata si potrebbe introdurre la questione di costituzionalità della
circolare e della norma della quale la circolare fornisce indicazioni, poiché palesemente contraria al
sistema di riparto di competenze di cui al Titolo V della Costituzione nonché dell’art. 3 della
Costituzione nella parte in cui dispone la applicazione di un prelievo fiscale ad esclusivo discapito
di una categoria di lavoratori.
Avv. Dover Scalera

Pubblicato su governo del Paese | Contrassegnato da tag: , , , , , , | 4 Commenti »

Incentivi progettazione: a proposito di lobby.

Pubblicato da bretella su 9 Febbraio, 2009

Mi verrebbe da dire: “…chi è senza peccato scagli la prima pietra!..”. Eppure in questi giorni leggendo sui vari periodici di lobby e lobbine, mai mi sarei aspettato di incontrare una bella webpage dove si parlava -udite, udite – della lobby dei Tecnici dipendenti pubblici. E pensare che fino a poco tempo fa , pensavo che di lobby si dovesse parlare solo con riferimento a categorie prettamente al di fuori del lavoro pubblico. E invece, non è così, la lobby dei tecnici dipendenti pubblici è forte, sana, capace e merita la giusta punizione della riduzione allo 0,5 %  di quanto spetta come incentivo alla progettazione. Chi lo dice? Vi sembrerà strano, ma si tratta di ..un’altra lobby!!! Infatti INARSIND (il sindacato Nazionale Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti) guarda con attenzione alla politica del governo su questo benedetto incentivo e, finlamente, registra la punizione dei cattivi (tecnici dipendenti pubblici ) ed il premio per i buoni (liberi professionisti non dipendenti pubblici). Se siete solo per un attimo perplessi rispetto a questa posizione, vi chiedo di leggere questo illuminante articolo che ci fa capire, finalmente, quanta “cattiva gente” ci sia tra i dipendenti pubblici.

Buona lettura!

La posizione Inarsind sul 2% ai Tecnici delle Pubbliche Amministrazioni

Il Sindacato Nazionale Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti INARSIND sta seguendo con interesse ed attenzione gli sviluppi delle norme relative agli incentivi ai tecnici delle Pubbliche Amministrazioni.
Inarsind aveva appreso dagli Organi di Stampa che, nella conversione in Legge del Decreto Legge 162/08, tra le modifiche introdotte vi era stata quella riguardante il ripristino dell’incentivo ai tecnici delle Pubbliche Amministrazioni nella misura del 2% del valore dell’opera, con soppressione della riduzione allo 0,5%, prevista, con decorrenza 1 Gennaio 2009, dalla Legge 133/08.
Allo stupore ed allo sconcerto delle prime ore per il provvedimento, non altrimenti definibile se non di vera e propria ” restaurazione “, posto in essere dal Governo, si erano ben presto sostituiti l’irritazione e l’indignazione dell’intera Categoria di Liberi Professionisti, Ingegneri ed Architetti, che hanno visto svanire un indirizzo legislativo a loro vantaggio da tanto tempo auspicato e finalmente assunto.

Ora è in corso un  nuovo cambio di rotta, poiché un emendamento al DL 185/2008 anticrisi, contenuto nel testo della Legge 28.1.2009 n.2 di conversione del DL 185/2008, pubblicata sulla G.U. n. 22 del 28.1.2009,  dispone che, dal 1° gennaio 2009, la percentuale prevista dall’articolo 92, comma 5, del Codice degli Appalti (Dlgs 163/2006) è destinata nella misura dello 0,5% alle finalità di cui alla medesima disposizione e, nella misura dell’1,5%, è versata ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato per essere destinata al fondo di cui al comma 17 el presente articolo.
Viene quindi riproposta la riduzione dal 2 allo 0,5% introdotta dall’art. 61, comma 8, del DL 112/2008, convertito nella legge 133/2008 ma subito dopo abrogato dal DL 162/2008 Interventi in materia di adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione).

Gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti vogliono proprio sperare che questa volta la lobby dei tecnici dipendenti non trovi il modo di bloccare anche questo provvedimento.

Durante l’altalenante iter procedurale che sta caratterizzando il provvedimento, vi sono state numerose esternazioni e prese di posizione da parte dell’UNITEL, Unione Nazionale Italiana dei Tecnici Dipendenti.
Il loro presidente arch. Bernardino Primiani è arrivato a “minacciare” più volte il blocco totale della attività di progettazione da parte dei suoi iscritti e l’affidamento della stessa all’esterno, cioè ai liberi professionisti, ed ha presentato l’evento a tinte fosche come se lo stesso dovesse essere foriero di chissà quali danni e disfunzioni per la collettività.
Il sindacato INARSIND è ovviamente di tutt’altro avviso ed è sicuro che con l’affidamento all’esterno la qualità della progettazione non potrà che migliorare, per tutta una serie di ragioni che appaiono di assoluta evidenza, non ultima la scarsa qualità della produzione degli iscritti UNITEL, evidenziata eloquentemente anche dall’indagine condotta in merito dalla trasmissione televisiva REPORT non molto tempo fa.
In questo momento di crisi e di difficoltà è opportuno liberarsi definitivamente da un equivoco, presente tra l’altro anche nella proposta di legge Mantini- Chicchi, che vuole i Tecnici Liberi Professionisti e quelli Dipendenti dagli Enti Locali inquadrati in un’unica “categoria”.
Non è assolutamente così! Si tratta di due “categorie” distinte i cui interessi sono conflittuali e contrapposti!
E’ dall’entrata in vigore del primo comma dell’art. 17 della legge 109/94 che i liberi professionisti continuano ad essere sistematicamente espropriati di fette sempre più consistenti di occasioni di lavoro a tutto vantaggio dei tecnici dipendenti, che hanno sapientemente e sistematicamente approfittato della loro condizione di schiacciante maggioranza in seno agli Ordini Professionali e della loro contiguità istituzionale con i centri di potere legislativi ed amministrativi.
Qualora riuscisse ad andare in porto il provvedimento in corso di approvazione, sarebbe il primo a favore dei liberi professionisti negli ultimi quindici anni.

I tecnici liberi professionisti  sopportano già da tempo le conseguenze di una crisi, che si è ulteriormente acuita nello scorcio finale dell’anno 2008 e che si profila ancora più grave, se non devastante, per l’anno 2009. Con l’abolizione delle Tariffe minime, non affiancata da adeguati provvedimenti complementari di inquadramento, pur da noi indicati, assistiamo a gare al massimo ribasso al limite del decoro professionale, che dovrebbero preoccupare in primo luogo la Committenza per la qualità progettuale, che inevitabilmente ne può conseguire. La già drastica contrazione delle commesse pubbliche e private, destinata ad aggravarsi, riduce ulteriormente, sino al limite della sopravvivenza, gli spazi vitali per le strutture professionali, in maggiore misura per quelle composte da giovani all’avvio del loro percorso lavorativo.
I centocinquantamila Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti Italiani, con le loro attività, hanno costituito una parte importante del Sistema Economico di questo Paese, contribuendo al suo Prodotto Interno Lordo in misura significativa e determinando occupazione diretta ed indiretta per un numero di addetti non inferiore alle cinquecentomila unità. Sono dati verificabili, senza tema di smentite, ma che sembra non interessino al nostro Governo, che invece di preoccuparsi di andare in aiuto ad un settore propulsivo e dinamico, già in forte affanno produttivo, è stato fino ad oggi in balia della potente lobby dei Tecnici delle Pubbliche Amministrazioni, che comunque hanno uno stipendio garantito, gratificandola di incentivi e prebende.
Di fatto gli ingegneri ed architetti liberi professionisti sono quotidianamente in concorrenza con colleghi tecnici che, pur svolgendo attività subordinate, spesso in forza alle pubbliche amministrazioni, assumono incarichi propri di progettazione, direzione lavori e collaudo, nella più totale inosservanza delle regole di incompatibilità che pur esistono; perché l’Antitrust non dedica un po’ di risorse per verificare il rispetto di tali regole?  Invece di svolgere attività che dovrebbero essere di amministrazione, pianificazione, coordinamento e controllo, questi funzionari assumono incarichi, spesso al limite del conflitto di interesse, che vengono espletati normalmente durante gli orari di lavoro, guadagnando attraverso queste “prestazioni occasionali” (che tali non potrebbero essere per legge – cfr. D. Lgs. 276/03 art.61 c. 3) in alcuni casi addirittura due o tre volte il loro stipendio;
Va peraltro evidenziato che i Liberi Professionisti hanno sistemi previdenziali privati del tutto autonomi rispetto a quelli pubblici, sicchè INARCASSA non potrà che trarre benefici dall’aumento dei proventi che deriveranno dalla maggiore esternalizzazione degli incarichi che sicuramente verrà a produrre la norma riduttiva prevista dalla legge 133/08 (al riguardo, si pensi che nel solo 2006, le prestazioni professionali tecniche svolte da dipendenti, che non contribuiscono ad Inarcassa, hanno determinato un mancato introito alla Cassa Nazionale di Previdenza degli Ingegneri e degli Architetti un gettito pari a 46 milioni di Euro – fonte dati Inarcassa).

In definitiva il Sindacato INARSIND, che ha già espresso delusione e profonda amarezza per la iniziale soppressione della riduzione allo 0,5%, prevista, con decorrenza 1 Gennaio 2009, dalla Legge 133/08, giudicandola  improvvida ed anzi foriera di ancora maggiori difficoltà per un settore così vitale per il nostro Paese, resta in attesa degli eventi paventando una ulteriore disillusione, e teme il perpetuarsi dei perversi effetti di un suo atavico errore di valutazione: aver dedicato ogni sforzo alle proprie attività professionali, trascurando quelle di tipo “lobbistico”, nelle quali altri sono decisamente e, con tutta evidenza e successo, proficuamente impegnati.
Quando aziende, anche di dimensioni modeste, o comparti produttivi, anche parzialmente, sono in difficoltà e si determinano condizioni di crisi occupazionale, ancorché sostanzialmente contenuta nelle dimensioni, l’impatto mediatico che ne deriva è forte ed in qualche modo le Forze Politiche si mobilitano. Noi finora non siamo riusciti a portare alla ribalta i nostri problemi e le nostre difficoltà e stiamo rischiando di subire la cancellazione di decine di migliaia di posti di lavoro nell’indifferenza totale.
Non potevamo ancora tacere ed assistere passivamente ad una continua e sistematica “punizione” della nostra Categoria. Cercheremo di portare le nostre buone ragioni in ogni sede, pubblica ed istituzionale, al fine di ottenerne il giusto riconoscimento, nell’interesse generale del Paese.

Marco Belardi
Presidente
INARSIND
Sindacato Nazionale  Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti Italiani

tratto da EDIL ONE, articolo raggiungibile da qui

Pubblicato su governo del Paese | Contrassegnato da tag: , , , , , , | 1 Commento »

Concorsi: giusto per mantenere viva l’attenzione.

Pubblicato da bretella su 9 Febbraio, 2009

Siamo in trepida attesa della risposta che verrà data all’interrogazione parlamentare sul recente concorso indetto dal MiBAC per posizioni F3 e F1, anche perchè la disorganizzazione della prova preselettiva, l’incertezza degli argomenti da affrontare per una valida preparazione concorsuale, il silenzio “pesante” da parte degli uffici preposti a qualsiasi richiesta di informazione da parte dei concorrenti ci colpisce e non ci fa fare una bella figura davanti a chi si sta scervellando per provare a presentarsi nel migliore dei modi ad un concorso che può risultare anche decisivo per il futuro di alcuni. E’ veramente una situazione imbarazzante. E magari la riposta a questa interrogazione può anche sciogliere i lacciuoli che impediscono la chiarezza nella individuazione dei temi da studiare, nei tempi del concorso, nelle procedure successive.

Non posso far finta di niente perchè ho ricevuto in questi giorni mail piene di passione e di desiderio di impegnarsi, per tentare al meglio la prova concorsuale, da parte non solo di giovani alla prima esperienza, ma anche di precari, di ricercatori, di padri di famiglia. E’ veramente frustrante tentare di interpretare parole, virgole di un bando per non tralasciare argomenti importanti con la consapevolezza che il silenzio favorisce solo chi ha interesse a che le cose rimangano incerte e confuse.

Per il momento allego il testo dell’interrogazione. Speriamo che l’intelligenza e il buon senso prevalgano e consentano di avere finalmente risposte certe alle decine di dubbi che derivano dall’ambiguità e dalla incertezza che avvolgono questo concorso.

Tanto dovevo a quanti si sono rivolti e si rivolgono a me per avere un suggerimento o un consiglio su questo concorso sia per la fiducia che mi hanno dato sia per l’imbarazzante incertezza e confusione che permea questo concorso.

Interrogazione a risposta in Commissione 5-00815 presentata da

MANUELA GHIZZONI
lunedì 5 gennaio 2009, seduta n.109
GHIZZONI, MADIA e SAMPERI. -

Al Ministro per i beni e le attività culturali.

- Per sapere – premesso che:

dopo anni d’attesa, il Ministero per i beni e le attività culturali ha bandito un concorso pubblico per la selezione di 397 posti di assistente alla vigilanza, sicurezza, accoglienza, comunicazione e servizi al pubblico, 3 posti di assistente tecnico calcografo, 30 posti di archeologo, 50 posti di architetto, 5 posti di archivista di Stato, 2 posti di bibliotecario, 5 posti di storico dell’arte e 8 posti di funzionario amministrativo economico finanziario (Gazzetta Ufficiale – 4a serie speciale – concorsi, n. 56 del 18 luglio 2008), come previsto dalla finanziaria 2008 del Governo Prodi;

in particolare, la distribuzione geografica dei trenta posti di archeologo messi a concorso su base regionale risulta fortemente squilibrata, disomogenea, non corrispondente né alle reali esigenze della tutela del patrimonio, né alla disposizione annunciata da una nota amministrativa (protocollo n. 17739 del 16 aprile 2008, 4.1) del 28 giugno 2008. Tale assegnazione esporrà nei prossimi anni diverse regioni a gravi lacune di personale scientifico, a causa dell’assenza di turn-over. Inoltre, la distribuzione disomogenea ha comportato un danno sia per gli archeologi delle regioni nelle quali non è stato bandito alcun posto (ad esempio la Campania, il Lazio eccetera), costretti a spostarsi in altre regioni, sia per gli archeologi delle regioni con maggiore disponibilità di posti a concorso (ad esempio l’Emilia-Romagna), che si sono visti travolti dalla «concorrenza» di migliaia di archeologi provenienti da altre regioni d’Italia; a fronte dei ripetuti annunci del Ministro della funzione pubblica in merito alle politiche di trasparenza degli organici, il Ministero per i beni e le attività culturali non ha ancora reso nota la propria pianta organica, rendendo di fatto incomprensibili le scelte che hanno presieduto alla ripartizione dei posti messi a bando e impedendo di stabilire se esse siano realmente rispondenti alle esigenze di tutela del patrimonio culturale presente sull’intero territorio italiano;

i requisiti minimi per accedere al suddetto concorso per archeologi sono stati individuati, oltre che nel diploma di laurea, nel diploma di specializzazione e/o di dottorato di ricerca. Tuttavia è da segnalare che non è stata prevista alcuna valutazione di titoli curriculari, scientifici e professionali maturati nel corso degli anni dai candidati, nonché delle pubblicazioni scientifiche. Tale assenza è gravissima, in quanto la formazione dell’archeologo non si esaurisce con il conseguimento dei titoli di studio richiesti per accedere al concorso. Su tale questione, dirimente per la selezione di figure professionali specializzate, si è espressa ufficialmente anche l’Associazione nazionale archeologi, che aveva chiesto al Ministero per i beni e le attività culturali di adottare criteri di selezione oggettivi, che tenessero conto del curriculum formativo, scientifico e professionale dei candidabili. Purtroppo tali istanze sono state disattese;

secondo l’articolo 4 del bando di concorso è previsto che «Le commissioni esaminatrici del concorso verranno nominate con successivo decreto». Tale decreto, tuttavia, non risulta agli interroganti essere stato mai pubblicato. Ciononostante, il 19 novembre 2008 sul sito del Ministero è apparso l’avviso relativo alla costituzione delle Commissioni. In particolare, il documento relativo alla selezione della figura di archeologo riportava solo le commissioni della Calabria e delle Marche;

le procedure di preselezione mediante test a risposta multipla, previste nel bando, sono atte ad escludere di fatto circa il 95 per cento dei candidati, in quanto si ammetterà al prosieguo delle prove un numero di candidati pari solo a dieci volte il numero di posti messi a concorso. Si tratta di una percentuale eccessiva che trasforma quella che dovrebbe essere una semplice preselezione nella prova principale del concorso, pur essendo i test per nulla attinenti alle professionalità che dovranno essere vagliate;

i quesiti a risposta multipla relativi alla suddetta prova preselettiva sono stati resi noti anticipatamente dal Ministero per i beni e le attività culturali sul sito web: tale decisione può aver favorito la possibilità di irregolarità da parte di qualche concorrente che potrebbe aver portato con sé e consultato le risposte durante lo svolgimento della prova. Inoltre la scorretta formulazione dei quesiti e delle relative risposte ha comportato, nelle settimane precedenti il concorso, continue notifiche di errori. Dal 21 ottobre 2008, quasi quotidianamente, sono stati pubblicati sul sito web del Ministero liste di quesiti erronei sospesi o eliminati, con il rimando a successive correzioni;

nei giorni precedenti il concorso si sono inoltre susseguite continue rettifiche relative alle sedi, agli orari e all’organizzazione delle prove;

in particolare, si evidenzia che le prime prove preselettive – regione Marche -, si sono svolte in data 18 novembre 2008 e che in data 6 novembre 2008, ossia appena 11 giorni prima, non era stato ancora pubblicato l’elenco definitivo e corretto dei quesiti;

relativamente alla prova preselettiva per la terza area funzionale F1 si stigmatizza l’assoluta non aderenza dei quesiti alle competenze delle figure professionali da selezionare, di fatto mortificando la preparazione culturale e scientifica dei candidati, frutto di una formazione specifica di altissimo livello di durata almeno settennale;

le suddette prove di preselezione si sono svolte in condizioni disagiate in Emilia-Romagna, Friuli, Toscana, Piemonte e Veneto. In tali regioni le prove si sono svolte in Palazzetti dello sport e strutture analoghe. I candidati hanno pertanto dovuto accomodarsi sulle gradinate degli spalti. Per poggiare i fogli delle domande e delle risposte e tenere in mostra il documento d’identità durante lo svolgimento della prova, in conformità con quanto previsto dal regolamento di svolgimento della prova, i candidati hanno ricevuto una tavoletta di cartoncino/plastica di formato A4, del tutto inadeguata a svolgere la funzione di piano d’appoggio. In pratica, i candidati sono stati costretti a scrivere sulle proprie gambe;

l’utilizzo di un foglio per le risposte sul quale il candidato doveva apporre un adesivo con codice a barre identico ad un altro che doveva applicare sulla propria scheda anagrafica, può aver facilitato lo scambio dei fogli delle risposte, essendo sufficiente apporre il proprio adesivo sulla scheda di un altro candidato;

i fogli delle risposte erano semplici fotocopie, né firmate, né numerate, né vidimate in altro modo;

la condizione di affollamento, dovuta anche alla scelta di utilizzare solo una piccola parte dello spazio a disposizione delle strutture utilizzate, ha comportato una vicinanza dei candidati tale da facilitare la possibilità di copiare;

in diverse sedi concorsuali i candidati hanno segnalato di non aver potuto assistere al sorteggio delle buste delle domande;

lo svolgimento delle prove di preselezione rischia di vanificare la qualità di un concorso finalizzato a selezionare giovani di elevata qualità professionale di cui la pubblica amministrazione ha assoluto bisogno per rinnovarsi e innovare;

in ragione delle evidenti incongruenze contenute nel bando e delle anomalie emerse nel corso dello svolgimento del concorso centinaia di archeologi, storici dell’arte ed altre categorie interessate stanno promuovendo ricorsi in sede giudiziaria -:

se il Ministro interrogato non consideri necessario includere nei titoli valutabili il curriculum formativo, scientifico e professionale dei candidati, nonché delle pubblicazioni;

se il Ministro interrogato non ritenga di avviare le procedure per bandire un nuovo concorso per l’assunzione di figure tecnico-scientifiche nelle regioni ingiustificatamente escluse dall’attuale bando;

se ritenga che le molte anomalie registrate nello svolgimento delle prove di preselezione abbiano arrecato pregiudizio alla selezione dei candidati più preparati;

se, a fronte di probabili ricorsi presso il Tar, i vincitori del concorso saranno impiegati effettivamente dal Ministero, anche alla luce dei recenti tagli previsti dalla legge finanziaria 2009. (5-00815)

Pubblicato su Dal Parlamento, beni culturali, concorsi | Contrassegnato da tag: , , , , , | 3 Commenti »

Massacrato dall’influenza..

Pubblicato da bretella su 7 Febbraio, 2009

Scusatemi, ma l’influenza mi ha letteralmente massacrato tra tosse, raffredore, ossa rotte, ecc. ecc. Pian pianino sto provando a  riemergere, ma ci vorrà ancora un po’ si tempo per avere ritmi ideali. Pazientate.

Pubblicato su Personale | Contrassegnato da tag: , | 1 Commento »