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Riforma MiBAC: l’ennesimo disastro!

Pubblicato da bretella su 12 Giugno, 2009

Come si può dare un titolo diverso a quella che ormai sta diventando una prassi consolidata tra i corridoi del Collegio Romano ? Ad ogni nuovo governo, il ministro di turno decide di dar vita alla “sua” riforma che, anzichè semplificare e agevolare la disciplina dei beni culturali  la stravolge e costringe gli operatori della materia a chiedersi come sia possibile un disastro di tale entità.

La notizia: oggi il CDM ha approvato, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, Sandro Bondi, un regolamento, sul quale è stato acquisito il parere del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari, per la riorganizzazione delle strutture ministeriali e degli Uffici di diretta collaborazione, secondo i criteri di razionalizzazione e risparmio previsti dal decreto-legge n.112 del 2008.

Gli effetti: per la terza volta in cinque anni cambia la struttura del Ministero per i beni e le attività culturali. Urbani, Rutelli e Bondi hanno dato vita a tre “riorganizzazioni”, dimostrando in tutti i casi di non comprendere i nodi di sofferenza di questo disgraziato dicastero, colpevole unicamente di essere guidato da non esperti della materia.

Dapprima si è optato per lo schema dei dipartimenti (4) collegato alle direzioni generali centrali scollegate dalle direzioni regionali periferiche e totalmente escluse dal tessuto territoriale costitutito dalle soprintendenze. Successivamente si è optato per la figura del segretario generale completamente scollegato dalle direzioni generali centrali del tutto avulse da un collegamento con le direzioni genereali regionali che sono in conflitto perenne con il tessuto territoriale costituito dalle soprintendenze. Da ultimo, con il nuovo regolamento, si è confermata la figura del segretario generale che rimane scollegato dalle direzioni generali centrali che,  sono state ridotte nel numero e accorpate per competenza ( è stata cassata incrediblmente la direzione che si occupa per materia di paesaggio collocandola in una superdirezione che si occupa di tutto, ma proprio tutto con chiari problemi di gestione dei singoli settori…a nostro giudizio il nuovo super direttore del Ministero non è il povero Resca , ma il futuro titolare di questa direzione generale per le belle arti, il paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanee che ha già in mano, fresco fresco,  il commissariato della zona archeologica di roma e ostia) .

Mentre nostalgici dei bei tempi passati  hanno dato vita alla nuovissima di zecca Direzione generale per le antichità (qui dobbiamo ancora capire il motivo del cambio di noma con la ex direzione archeologica), ecco il coup de theatre di Superbondi che nomina Superesca per gestire nientepopòdimenoche la nuova Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale che avrà compiti in totale solitudine, autonomia e direzione su tutti i musei statali del paese. Per fare cosa? UNA CARTA DEI MUSEI ITALIANI PUBBLICI E PRIVATI, CIVICI E STATALI, DIOCESANI E PARROCCHIALI DEL GIOCATTOLO E DELLA MIA NONNA perchè gli italiani, e non solo, devono sapere che cosa possono visitare nel nostro Paese…

A parte le fin troppe facili battute su quello che si sta configurando come l’ennesimo disastro organizzativo del ministero per i beni culturali, c’è da dire che il nuovo disegno compie un passo ulteriore rispetto a quello che avevano prospettato i primi riformatori del 2004 e cioè il passaggio dalla dismissione teorica delle funzioni di tutela del patrimonio culturale alla dismissione operativa fondata su una sempre più articolata disorganizzazione delle strutture periferiche del ministero – preposte istituzionalmente al controllo territoriale e alla tutela -; una sempre più arroccata costruzione centrale, burocraticizzata a tutti i livelli, in modo da frenare qualsiasi spinta razionale dell’azione ministeriale; il capovolgimento del principio codicistico della subordinazione delle funzioni di valorizzazione a quelle di tutela, ponendo quest’ultima come ancilla della prima.

Non c’è che dire: distruggere è più facile di riorganizzare.

Di seguito riporto alcuni comunicati del giorno sulla riforma.

ANSA (SPE) – 12/06/2009 – 18.01.00
BENI CULTURALI: UIL, RIFORMA AGGRAVA PROBLEMI MINISTERO ZCZC0481/SXB WIC50258 R SPE S0B QBXB BENI CULTURALI: UIL, RIFORMA AGGRAVA PROBLEMI MINISTERO (ANSA) – ROMA, 12 GIU – Con la riforma del ministero dei beni culturali approvata oggi dal Consiglio dei ministri, ”i problemi del ministero non solo rimangono insoluti ma addirittura si aggravano”. Lo denuncia la Uil beni culturali, che critica la nuova organizzazione voluta da Bondi e annuncia come ulteriore aggravio l’arrivo per la fine di luglio di ”una tonnellata di nomine”. L’aver mantenuto una struttura pesante al centro, commenta il segretario generale del sindacato Gianfranco Cerasoli, ”determina ancor di piu’ l’appesantimento della macchina burocratica poiche’ non e’ sostenibile che per approvare un intervento sul territorio si continuino a dover effettuare ben 7/8 passaggi. La semplificazione non e’ nella cultura del Mibac e di chi ha voluto la riforma”. La nuova Direzione Generale per la valorizzazione, sostiene Cerasoli, ”entrera’ da subito in competizione ed in contenzioso con le altre Direzioni Generali e le Direzioni Regionali vista la capacita’ ‘di assorbenza’ del neo Direttore in pectore Mario Resca . Lo stesso Resca avra’ problemi vista la penuria di risorse che c’e’ tanto piu’ che i suoi appelli rivolti al Governo per una politica di defiscalizzazione, cadono nel vuoto. Il rapporto tra i diversi centri di responsabilita’ – aggiunge il sindacalista – ai fini della tutela e’ vischioso e non produce risultati. A tutto cio’ – conclude Cerasoli – si aggiunge la tonnellata di nomine che si faranno alla fine di luglio primi di agosto di Direttori Generali centrali e regionali, Soprintendenti e Dirigenti in un quadro di grandissima confusione con un Ministro totalmente assente dai problemi ed un Sottosegretario che si occupa solo della citta’ di Roma quasi con un ruolo da Commissario”.

NSA (SPE) – 12/06/2009 – 14.53.00
BENI CULTURALI: PD, CON RIFORMA A RISCHIO BELLEZZA ITALIA ZCZC0258/SXB WIC50160 R SPE S0B QBXB BENI CULTURALI: PD, CON RIFORMA A RISCHIO BELLEZZA ITALIA (ANSA) – ROMA, 12 GIU – La bellezza dell’Italia ”e’ a rischio: lo temevamo quando il governo comincio’ a parlare del decreto casa, ne abbiamo la conferma oggi con l’approvazione da parte del Cdm del regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attivita’ culturali”. Lo sostiene la capogruppo del Pd nella Commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, che spiega: ”lo smantellamento della Direzione generale per la qualita’ e la tutela del paesaggio e la creazione di quella per la valorizzazione non sono le azioni di cui necessita il nostro patrimonio culturale. Servirebbero risorse umane e finanziarie, chiarezza di competenze, decisioni non burocratizzate, collegamento fra direzioni centrali e periferiche; eppure, di tutto cio’ nelle proposte del governo non c’e’ traccia”. Approvando questo regolamento, conclude Ghizzoni, ”Bondi ha dimostrato la sua impermeabilita’ a tutte le critiche che si sono levate, anche all’interno del suo schieramento e del mondo associativo, sul merito e l’opportunita’ di questa riforma. Le commissioni cultura di Camera e Senato avevano chiaramente invitato il ministro a non procedere su questa strada: ma com’e’ ormai prassi per il Governo, quello che dice il Parlamento e’ sempre sbagliato”. (ANSA).

Il resto in post successivi

3 Risposte a “Riforma MiBAC: l’ennesimo disastro!”

  1. bretella detto

    APBS (POL) – 12/06/2009 – 16.47.00
    Mibac/ Melandri: Norme pericolose per tutela patrimonio artistico Mibac/ Melandri: Norme pericolose per tutela patrimonio artistico ZCZC0518/APC 20090612_00518 4 pol gn00 Mibac/ Melandri: Norme pericolose per tutela patrimonio artistico Via libera governo atto scellerato Roma, 12 giu. (Apcom) – Giovanna Melandri, responsabile Cultura del Pd, defnisce “pericolosa per la tutela del patrimonio artistico” la riforma del Ministero dei Beni Culturali apporvata dal Governo. “Speravamo che il governo non giungesse all`ultimo atto scellerato di approvare in via definitiva la riforma del MIBAC. Una riforma pericolosa, – afferma Melandri- fatta solo per mascherare una misera manovra di risparmio che si consuma, però, sulla pelle del patrimonio artistico e della vita culturale del Paese. Una riforma che ha determinato la cancellazione della direzione per il paesaggio che lo stesso Granata, relatore di maggioranza del provvedimento, ha insieme con molti altri deputati di entrambi gli schieramenti, coscienziosamente cercato di contestare e di fermare, giungendo addirittura alle dimissioni”. “Il governo – prosegue- avrebbe fatto bene ad ascoltare almeno lui. Purtroppo, però, è stato irretito dalle sirene di chi continua a considerare la tutela del paesaggio e del patrimonio storico artistico come un intralcio ed uno spreco di risorse, in una visione delle politiche culturali paragonabile solo ad un piano di marketing per vendere hot dog. Il combinato disposto del taglio delle risorse del Mibac per i prossimi anni, di questa riforma strutturale del Ministero, del continuo rinvio dell`entrata in vigore del codice per i Beni culturali ed il paesaggio e dell`assoluta assenza di iniziative e di risorse per rinnovare ed irrobustire il personale e l`attività delle sovrintendenze farà drammaticamente esplodere nel nostro Paese una vera e propria emergenza, i cui primi sintomi già si leggono nella drastica riduzione delle attività delle Biblioteche e dei Musei nazionali. Di fronte a questa visione dell`Italia e delle sue ricchezze, il Partito Democratico continuerà a dare battaglia in ogni modo e ad opporsi in tutte le sedi in cui ci sarà possibile”. Red/Pol 12-GIU-09 16:40

  2. bretella detto

    ANSA (SPE) – 12/06/2009 – 17.21.00
    BENI CULTURALI: DE BIASI, RIFORMA BONDI INADEGUATA E DANNOSA ZCZC0405/SXB WIC50206 R SPE S0B QBXB BENI CULTURALI: DE BIASI, RIFORMA BONDI INADEGUATA E DANNOSA (ANSA) – ROMA, 12 GIU – La riorganizzazione del Mibac proposta da Sandro Bondi e approvata oggi dal Consiglio dei Ministri ”e’ inadeguata e dannosa, presenta seri rischi per il futuro dei beni culturali, mette a repentaglio la bellezza del Paese e ci porta indietro di decenni”.La pensa cosi’ Emilia De Biasi, pd, componente della commissione cultura di Montecitorio. ”Si tratta di un testo incredibilmente al di sotto delle aspettative – sottolinea la parlamentare pd – che espone il mondo della cultura al rischio della residualita’, all’impoverimento della sua funzione di valore nazionale, e riduce a pura spesa cio’ che dovrebbe essere investimento per la crescita economica, sociale e civile del Paese”. In particolare, spiega, ”consideriamo molto negativo lo smantellamento del Parc, la direzione generale per la qualita’ e la tutela del paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanea, per dare vita ad una nuova generica Direzione per le belle arti e alla Direzione per la valorizzazione del patrimonio culturale che separa, contrariamente al dettato costituzionale, le funzioni di tutela e valorizzazione e mostra l’impostazione governativa che vede nella beni culturali prevalentemente uno strumento di marketing o, al massimo, di promozione turistica”. Con questo nuovo assetto, prosegue l’esponente pd, ‘’sara’ svilito il ruolo delle Soprintendenze, sottoposte ad un centralismo e una burocratizzazione amministrativa che, insieme ai tagli alla cultura, producono una progressiva paralisi della qualita’ dell’offerta di uno dei piu’ importanti settori del paese”’. (ANSA). LB 12-GIU-09 17:14

  3. bretella detto

    MIBAC: GIRO, PD NON COMPRENDE LEGAME TUTELA-VALORIZZAZIONE ZCZC AGI2763 3 CRO 0 R01 / MIBAC: GIRO, PD NON COMPRENDE LEGAME TUTELA-VALORIZZAZIONE = (AGI) – Roma, 12 giu. – “Il voto unanime del Consiglio dei Ministri di questa mattina sul nuovo regolamento del Mibac e’ un’ulteriore conferma dell’ottimo lavoro svolto dal Ministro Bondi per la tutela e una compiuta valorizzazione del nostro patrimonio storico artistico. Con il nuovo regolamento il governo Berlusconi ha scelto di voltare pagina e di puntare in maniera strategica sui nostri beni culturali come fattore di crescita economica e di vantaggio competitivo rispetto alle economie degli altri paesi europei”. E’ quanto ha dichiarato in una nota il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro. “Ancora una volta – ha continuato Giro – gli esponenti della sinistra, come la Melandri con le sue critiche immotivate, dimostrano di non comprendere che tutela e valorizzazione sono due aspetti strettamente connessi. Nel merito dell’accorpamento fra le due direzioni del Paesaggio e dei Beni architettonici il regolamento non produce alcun indebolimento della tutela, un principio unitario cosi’ come prescrive l’articolo 9 della Costituzione e non divisibile per settori. Il tormentone che l’accorpamento delle due direzioni possa aver sottratto al Paesaggio la giusta tutela e’ un falso problema perche’ alla nuova direzione generale vengono attribuite funzioni di coordinamento mentre i veri poteri di amministrazione attiva nell’ambito della tutela sono assegnati alle direzioni regionali anche per effetto di una piena e coerente applicazione del codice dei beni culturali. I direttori regionali – ha poi concluso il sottosegretario – dettano le prescrizioni d’uso dei vincoli paesaggistici, adottano nuovi vincoli, stipulano le intese per la redazione congiunta dei piani paesaggistici. In questo modo le loro funzioni di tutela non subiranno alcuna attenuazione se a livello centrale il coordinamento e’ assicurato dalla nuova direzione unificata”. (AGI). Cli/Rm/Mao 121934

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