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Il conflitto di interessi di Resca

Pubblicato da bretella su 29 Giugno, 2009

E’ vero che nel nostro Paese ormai il conflitto di interessi è diventata una formula di stile per riconoscere quei casi in cui si permette qualcosa che non è permesso, ma finora almeno era limitata a poche ed importanti figure istituzionali. Oggi sembra che del conflitto di interessi non interessi più niente a nessuno ed è questo (forse) il motivo per cui chiunque se ne possa tranquillamente  infischiare. C’è un caso, però, che mi sembra talmente eclatante che non riesco proprio a capire come possa essere tollerato. Si tratta del presidente di Confimprese, tale Mario Resca, che si appresta bel bello a diventare il nuovo direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Se andate a visitare il sito di Confimprese troverete delle notizie precise sulla missione e sugli scopi dell’Associazione. Ne cito qualcuno:

a) Confimprese è l’Associazione delle imprese del commercio moderno – franchising, gdo e reti dirette – operante sull’intero territorio nazionale.

L’Associazione riunisce imprese omogenee per merceologia – dalla ristorazione all’entertainment, dall’abbigliamento ai servizi – con un target dimensionale da medio grande a leader di mercato, spesso quotate in borsa e, in diversi casi, con una rilevante presenza internazionale;

b )Confimprese si propone di rappresentare e tutelare gli interessi dei retailer moderni e di dialogare con le istituzioni – comunitarie, nazionali e regionali – per favorire la progressiva liberalizzazione dei mercati e sviluppare reti di vendita e marchi.

Mi chiedo: come fa un amminsitratore pubblico (un direttore generale ministeriale) a mantenere la propria equidistanza dagli interessi privati dell’associazione di imprese di cui è presidente? Per carità, nessuno nega l’onestà intellettuale del signor Resca, ma lasciatemelo dire: si tratta dell’ennesima anomalia del nostro sistema pubblico. Quando leggo sui giornali che il signor Resca ha in mente in tre anni di rendere competitivo il sistema museale italiano, trattando i visitatori come clienti di nuovi servizi da inserire – quali la ristorazione e i  servizi di wireless ad esempio -, mi chiedo come possa garantire una trasparenza dell’azione amministrativa verso le aziende che possono essere interessate a realizzare questi servizi, quando lui stesso è il presidente di Confimprese.

In ogni caso, sono sicuro che la situazione sarà presto chiarita e il signor Resca avrà l’eleganza di dimettersi da quel ruolo di tutela di interessi privati non appena sarà nominato, dopo mesi e mesi di attesa, nuovo direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

Ai posteri….

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