BretellaLog (il blog di Alessandro Ferretti)

Un luogo dove parlare di diritto culturale e cultura del diritto

Il colosseo….un furto per gli italiani..

con un commento

Va bene, come sempre, uso titoli forti e un po’ “strillati”, ma proprio non se ne può più…Ma come fa un ministro dei beni culturali a dire che la sponsorizzazione Tod’s è un affare per Della Valle ma anche per lo Stato ? Io credo, e mi piace dirlo, che i vantaggi derivanti dall’accordo di sponsorizzazione siano notevolmente maggiori per  Tod’s rispetto a quelli che avrà lo Stato. Non ci credete? Vi faccio qualche esempio.

Lo sponsor si impegna a versare 25 milioni di euro per il restauro del Colosseo (ok)

Lo sponsor ha questi vantaggi:

1. ha il diritto di ottenere l’accesso al Colosseo per gruppi di persone, con le solite cautele della sicurezza, ecc. ecc.

2. ha il diritto di utilizzare la dizione “sponsor unico per i lavori di restauro del Colosseo in base al piano degli interventi”, nonchè il logo, durante eventi, manifestazioni, conferenze stampa (immagino in tutto il globo terrestre..);

3. utilizza il logo dell’Associazione (che è costituita dallo sponsor e da tutti quelli che vogliono aiutare il colosseo..) sulla carta intestata, sul materiale istituzionale (di chi?), ecc. ecc.

4. ha il diritto dell’apposizione del logo sul retro dei biglietti di ingresso al Colosseo (avete presente quanti biglietti stacca in un anno la visita al Colosseo? Immaginate quanto costano i passaggi pubblicitari in televisione e quanto risparmia lo sponsor con questo semplice  bollino sul retro di un biglietto..)..ah, il marchio va messo anche nella recinzione del cantiere durante i lavori di restauro del Colosseo, ci mancherebbe

5. ha il diritto di pubblicità dell’evento abbinandolo a propri prodotti

6. utilizzare immagini dell’intervento per comunicazioni, diciamo, istituzionali.

Vi pare  poco? Beh c’è anche l’Associazione (ripeto costituita da Tod’s in primo luogo) che ha tutta un’altra serie di diritti in merito al restauro e alla pubblicità collegata.

Vi pare poco?

Ben, allora ci sono le esclusive.

Ad esempio, il Minsitero non può chiedere altre sponsorizzazioni per gli stessi interventi di restauro del Colosseo. Inoltre, udite udite, non può concedere, a qualsiasi titolo, a terzi il diritto di associare a fini promo-pubblicitari la propria immagine e/o i propri segni distintivi al Colosseo nè agli interventi di restauro..

Ho semplificato molto e molto si dovrebbe ancora dire, ma per ora finisco qui, per non annoiarvi troppo, in ogni caso

si, non c’è dubbio: l’affare l’abbiamo fatto noi italiani…

Scritto da bretella

24 giugno, 2011 a 12:22 am

Una Risposta

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  1. [...] Non è che mi faccia poi così tanto piacere, ma questa volta – come in altri casi – posso dire a voce alta “Io l’avevo detto!” e l’avevo anche scritto, in tempi non sospetti. Certo, la platea dei miei lettori non è quella dei grandi network, al massimo posso contare sulla visibilità di pochi affezionati, ma almeno qualche chicca la riesco a dare in anteprima. Come è successo nel caso della sponsorizzazione del Colosseo, dove sin dal mese di giugno ho scritto su questo scandaluccio che si è trasformato in un affarone per qualcuno. Riporto di seguito quanto ho già scritto il 24 giugno sul mio blog [...]


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