Gli scheletri del diritto culturale: ma la legge è di parte?

In questa notte/mattina afosa di luglio mi diverto a guardare le novità parlamentari per trovare qualche notizia da riportare nel blog da condividere con chiunque avrà voglia di leggermi. Cerco novità sulla cultura, sul diritto culturale e oggi ne ho trovata una che mi ha fatto sobbalzare sulla sedia.  Il Ministro della cultura italiana ha proposto un disegno di legge quadro sulla qualità architettonica! Ah, finalmente qualcosa si muove, pensiamo ai nostri gioielli architettonici, valorizziamo i nostri giovani architetti…aspetta, aspetta, ma io queste cose le ho già dette..Eh si, quattro anni orsono, all’epoca del Ministro Urbani, uno dei suoi cavalli di battaglia fu proprio la legge quadro sulla qualità architettonica. In quattro anni, quella proposta è scomparsa, triturata dai diversi uffici legislativi che si sono susseguiti nel ministero dei beni culturali, prima quello di Buttiglione (che no, non poteva realizzare quello che aveva voluto Urbani…), poi quello di Rutelli (figuriamoci se facciamo nostra una legge di destra…), per poi uscire di nuovo alla ribalta con uno spettacolare coupe de theatre del forzista Bondi! Ce l’hanno ridata: abbiamo la legge quadro sull’architettura, o meglio, l’avremo, forse, chissà.

In ogni caso, visto che si tratta pur sempre di una notizia, vi riporto il comunicato del CDM dove è stato dato il via libera al “nuovo” disegno di legge e poi vi linko a qualche mia riflessione sulla legge e l’architettura, però del 2003…tanto quando vedrete lo schema del 2008, sono pronto a scommettere che non troverete tante differenze…

CDM 11 luglio 2007 (estratto)

Previa relazione del Ministro Bondi, il Consiglio ha approvato in via preliminare uno schema di disegno di legge quadro sulla qualità architettonica, che sarà sottoposto al parere della Conferenza unificata. Il provvedimento prevede in particolare la promozione dei concorsi di architettura, premi ai giovani professionisti che partecipano a tali concorsi, obbligo delle amministrazioni pubbliche di destinare il 2% della spesa per nuovi edifici (di importo superiore a un milione di euro) all’inserimento di opere d’arte, piano triennale per la qualità architettonica.

Il testo governativo, la cui presentazione è stata anticipata dal Ministro Bondi a Torino durante il Congresso mondiale di architettura, intende allineare il nostro Paese agli standard qualitativi europei attraverso l’apertura del mercato della progettazione ai giovani professionisti, la valutazione sul merito dei progetti e una maggiore trasparenza negli affidamenti.

Il disegno di legge riprende quello presentato nella XIV legislatura dal Ministro Urbani ed ha un ambito di applicazione particolarmente esteso, dal momento che riguarderà i progetti di trasformazione del territorio ed ogni altro atto che prevede l’inserimento di nuove opere nei diversi contesti naturali ed urbani; si applicherà inoltre anche agli interventi sul patrimonio edilizio esistente e alla realizzazione e modernizzazione delle infrastrutture. Lo schema prevede che ai giovani professionisti siano riservati premi speciali nei bandi di concorso per opere di rilevante interesse storico-artistico e paesaggistico-ambientale. Il Ministero per i beni culturali, in sede di progettazione di opere di propria competenza, utilizzerà sempre lo strumento del concorso di architettura, mentre le altre Amministrazioni potranno chiedere al Ministero di provvedere all’ideazione o alla progettazione di opere di rilevante interesse architettonico e paesaggistico. Sono inoltre previsti premi e riconoscimenti ai progetti e alle opere di architettura commissionati, ideati o realizzati da enti pubblici o privati, nonchè misure idonee a diffondere la conoscenza e a promuovere le opere di architettura di particolare valore artistico e l’alta formazione. Viene infine introdotto il Piano triennale per la qualità delle costruzioni pubbliche, predisposto dal Ministero per i beni e le attività culturali (di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con la Conferenza unificata) che dovrà individuare le linee prioritarie di intervento mediante intese con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca o con le singole istituzioni universitarie, sentiti gli ordini professionali competenti.

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