Brunetta e la cultura

Devo essere sincero: è straziante dover commentare le parole dell ‘ on. Ministro Brunetta ogni volta che ritiene di dover dare degli “scossoni” alla macchina pubblica. Se fossimo in altri tempi e circostanze preferirei sicuramente tacere ed ignorare, come se avessi ascoltato le parole di un qualsiasi altro demagogo, forse un pò visionario, ma niente di più. Oggi purtroppo non lo posso fare, perchè questo signore orienta la politica da applicare alla Pubblica Amministrazione Italiana ed il suo unico scopo è quello di smontarla ed affossarla definitivamente. Oggi parliamo di musei. Il signor Brunetta, intervenendo al Ravello Lab, ha rilasciato questa dichiarazione, pubblicata da Il Messaggero, prendendosela con i Musei italiani.  Parte dei musei, a dire del signor Brunetta, sono depositi polverosi, centri di spesa clientelari, inefficienti e costosi. Tutto qui? No, cavalcando l’onda del “I DIPENDENTI PUBBLICI SONO FANNULLONI E ASSENTEISTI E CORROTTI PATOLOGICAMENTE”, il signor Brunetta ha aggiunto che l’assenteismo nei musei raggiunge il 50 % con l’appiattimento burocratico della loro gestione. Mi chiedo: da dove ha preso i dati l’on. Ministro? Se è vero che il 50 % del personale dei Musei è assenteista, dove sono le azioni penali contro i dipendenti fannulloni, trattandosi di condotta penalmente rilevante? I Musei italiani sono tutti chiusi? Perchè se il personale, già carente, sfiora il 50 % di assenteismo, non riesco proprio a capire chi li tenga aperti… Quello che è sconcertante è che il signor Brunetta ragioni ancora in termini marxisti con riferimento alla società italiana, come se stessimo uscendo da un regime comunista che ha oppresso l’italia per decenni, forse dalla nascita stessa del marxismo.  “La cultura può trasformarsi da sovrastruttura in struttura”, “La borghesia paga il 20 % del costo dello spettacolo se va a  vedere la partita, mentre l’operaio la partita se la paga”. Mi sono perso qualcosa? Il signor Brunetta è stato eletto tra le fila di Rifondazione comunista? A parte la facile ironia, è inaudito che a questo signore sia stata data una carica di governo, visto l’uso che ne sta facendo, diretto a distruggere ciò che dovrebbe guidare con oculata perizia. Vi rimando alla lettura dell’articolo e alle brevi immediate risposte che sono apparse anche on line da parte di Antonio Paolucci, che forse qualcosa in più di Brunetta ne sa sui musei italiani.

«Credo che il ministro Brunetta non conosca i musei, se vuole sono pronto ad accompagnarlo per quelli del suo Veneto». Il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci, ministro dei Beni Culturali nel governo di Lamberto Dini, replica così al j’accuse del ministro. «Che il personale sia assenteista non è vero, almeno non nei musei nelle soprintendenze che ho tenuto io», ha aggiunto Paolucci, che concorda invece con Brunetta rispetto alla critica nei confronti degli enti lirici: «che il mondo dello spettacolo, del cinema, della lirica sia pieno di clientelismi è vero, è vero che gli enti lirici sono carrozzoni clientelari. Su quello Brunetta ha ragione, per i musei no».

Concludo con questo pensiero: domani inizierò un corso formativo destinato ad alti funzionari latinoamericani che sono venuti nel nostro Paese per apprendere il sistema culturale d’eccellenza italiano, con particolare attenzione e riferimento ai nostri musei. Che cosa dovremmo dire ai discenti, dopo questa uscita del signor Brunetta ?

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