Bufera su Resca

Come ho già detto in altro intervento la  prossima nomina di Resca a supermanager dei musei inizia a far breccia sulla sensibilità dei tecnici del ministero e degli uomini di cultura. Di avviso contrario alla nomina del supermanager degli hamburger è ad esempio Gianfranco Cerasoli, segretario della UILBAC. Ma anche altre voci si sono levate contro la nomina di Resca, tra cui Vittorio Emiliani e l’on. Madia. E’ troppo facile bollare con il marchio di “una certa sinistra” le critiche rivolte al ministro Bondi su questa nomina. Personalmente, ritengo che il metodo utilizzato sia estremamente discutibile. Il fatto che ci sia un supermanager dei musei può essere scelta giusta, ma di fatto non si è ancora conclusa la discussione relativa all’opportunità di inserire tale figura nel nuovo regolamento di ministero e i giochi, nonstante questo, sono già conclusi. Inoltre, per l’ennesima volta i beni culturali sono visti come una merce, come qualcosa da far fruttare ponendo in secondo piano il valore culturale del nostro patrimonio storico artistico e questo è sincermanete inaccettabile. Infine, ma perchè non far riferimento all’enorme risorsa di tecnici che il Ministero possiede per realizzare un tale progetto.  A che serve attingere dall’esterno?

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3 Risposte

  1. Non si può fare proprio a meno di sottolineare quante critiche susciti l’affaire Resca e quanto sia necessario riportare i diversi contributi in merito. Ora è arrivato il momento dell’Ufficio stampa UIL che riporta le ultime novità dal Consiglio Superiore dei beni culturali.In quella sede sono state forti le preplessità sulla nomina già effettuata, in pratica, di Resca come direttore generale per la valorizzazone. Riportiamo qui di seguito il comunicato del’ufficio uil

    DICHIARAZIONE STAMPA
    DI GIANFRANCO CERASOLI SEGRETARIO GENERALE UIL BENI E ATTIVITA CULTURALI

    ANCHE NELLA RIUNIONE DEL CONSIGLIO SUPERIORE VIENE CRITICATA LA
    SCELTA DI BONDI PER LA NOMINA DI RESCA.

    Nel Mibac non si capisce più chi è il Ministro poiché i suoi consulenti a partire da Elkann ormai rilasciano dichiarazioni ogni giorno su quello che il Ministero dovrebbe fare e si danno all’interpretazione del pensiero di Bondi.
    Tra i nuovi consiglieri fanno riflettere quelle di Mario Resca, Direttore Generale dei Musei in pectore quando afferma che tra le sue azioni ci sarà quella di aumentare la fruizione dei musei statali attraverso gli orari di apertura e poi chiede di conoscere quanti soldi avrà a disposizione.
    Qualcuno spiegherà, almeno mi auguro a Resca che i musei italiani statali sono nel mondo quelli che hanno gli orari di apertura più lunghi , pari ad 11 ore al giorno , le aree archeologiche sono aperte 363 giorni all’anno insieme ai complessi monumentali.
    Non solo, ma grazie agli accordi con il sindacato negli anni 1999/2001 i musei italiani, quelli maggiormente frequentati sono rimasti aperti addirittura fino alle ore 24,00 con ben 16 ore di apertura ed i visitatori nel corso degli anni sono passati dai 25 milioni del 1996 agli oltre 35 milioni del 2007.
    Anche gli introiti sono cresciuti da 52 miliardi di lire del 1996 agli oltre 106 milioni di euro del 2008.
    Questi dati dimostrano che se si investe un minimo di risorse nei beni culturali, nei musei , il ritorno è garantito anzi viene moltiplicato poiché detratto il costo del biglietto ognuno dei 36 milioni di visitatori porta in dote nei territori dove sono i musei tra acquisti per gadget, spese di mobilità, ristoranti, alberghi 105 euro al giorno e la sola moltiplicazione dimostra quante sono le risorse destinate al sistema Italia e quanti posti di lavoro di si creano nell’indotto.
    Sino ad oggi questo si è raggiunto grazie ai lavoratori, ai Soprintendenti che si trovano in grande difficoltà rispetto ai tagli che si susseguono da almeno 6 anni e che dal 2009 sono talmente gravi che non potrà essere aperto più alcun museo aree archeologica, archivi e biblioteche , altro che supermanager.
    E oggi nella riunione del Consiglio superiore forti sono state le critiche rispetto all’operato del Ministro , che sfugge di fronte ad un consesso che gli chiede conto delle sue dichiarazioni sugli impegni per recuperare i tagli che rimangono ingenti nonostante le risorse che oggi ha promesso di recuperare quali i fondi Fas e le risorse derivanti dalle Fondazioni bancarie e da Arcus.
    Il Consiglio , pur non avendo competenze in merito alle nomine, ha tuttavia fatto rilevare attraverso gli interventi di numerosi componenti la totale estraneità di un bocconiano al ruolo di una Direzione Generale alla valorizzazione dei musei tanto ed ha chiesto la riformulazione del testo da parte del Ministro.
    Roma 17 novembre ’08

  2. Continuo ad aggiornare con nuove prese di posizione contro la nomina affrettata del supermanager Resca. E’ il caso di CONFSL/UNSA che critica la scelta del Ministro.

    Fonte: APCOM

    Beni culturali/ Confsal-Unsa: Resca? Serve figura di esperienza
    “Bondi faccia marcia indietro”

    “Il Ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi ne ha combinata un’altra delle sue: questa volta dopo aver più volte dichiarato di voler indire un concorso internazionale per reclutare il direttore generale della costituenda direzione per la valorizzazione dei musei italiani, a sorpresa invece ha annunciato che su quella importante poltrona metterà un manager piovuto chissà da dove e per giunta senza più la selezione internazionale”. Così in una nota Giuseppe Urbino, segretario della Confsal-Unsa Beni Culturali, spiegando che “quel posto dovrebbe andare ad un individuo che ha dichiarato di non sapere nulla di musei ed aeree archeologiche e che fino a ieri si era occupato di hot dog e patatine fritte, l’ex ad di Mcdonald’s ora direttore del Casinò di Campione d’Italia, Mario Resca”.

    “Bondi non è nuovo a questi tipi di marce indietro da quando si è insediato sulla poltrona di via del Collegio romano – afferma il sindacalista -: in piena campagna elettorale, da ministro in pectore dei Beni culturali, sparò a zero contro le nomine dell’ultima ora del suo predecessore Rutelli e poi quando si trattava di dare discontinuità a questo dicastero, da anni immobile per colpa di una dirigenza ingessata, ha lasciato tutto al suo posto confermando molti della passata gestione”.

    “Per non parlare poi dei proclami affidati alla stampa: Bondi riuscì persino a promettere fondi ad Asor Rosa per la riqualificazione del Comune di Monticchiello per poi rimangiarsi tutto, insomma, di brutte figure il ‘ministro poeta’ ne ha già collezionate diverse tanto che viene spontaneo pensare se a decidere sia proprio lui o se invece trattasi di un mero esecutore di ordini che arrivano dall’alto”.

    “Questa organizzazione sindacale – conclude Urbino – lancia un messaggio al ministro Bondi affinchè ritorni in se, sui suoi passi e sulle sue nobili idee lanciate anche davanti alle Commissioni cultura di Camera e Senato, tenga pure Mario Resca come suo consigliere, l’ennesimo alla sua già nutrita corte, ma bandisca subito una selezione internazionale per poter scegliere adeguatamente una figura con grande esperienza che possa riportare in alto, come merita, il nostro immenso patrimonio culturale”.

  3. Anche il Prof. Settis dissente sulla nomina di Resca, definendola un errore. La notizia è riportata da Il Giornale che al riguardo invita il Presidente del Consiglio dei beni culturali a dimettersi dovendo permanere i suoi dissensi con il MInistro Bondi..Da notare che il trafiletto sulla pagina web appare a firma di Sandro Bond,come potete vedere da qui http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=307412 bah…

    Mala Tempora

    Settis, dimissioni queste sconosciute

    di Sandro Bondi

    Tra il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi e il presidente del Consiglio dei Beni culturali, Salvatore Settis (nella foto), continuano le incomprensioni. Dopo le divergenze sui tagli della Finanziaria che hanno colpito il settore culturale, da sempre termometro delle crisi economiche che provocano l’immediata riduzione dei finanziamenti, ora tocca la nomina di un direttore dei musei. Settis l’ha definito «un errore». I motivi, secondo il Rettore della Normale di Pisa, sarebbero vari: conflitti di competenza con altre direzioni generali e i compiti non solo di valorizzazione ma soprattutto di tutela delle opere d’arte. Va bene che Settis fu nominato da Rutelli ed ereditato da Bondi che lo pregò di restare. Ma professore, se dissente proprio da tutto, restano pur sempre le dimissioni…

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