Le prime dichiarazioni di Mario Resca

A quanto pare il supermanager in pectore lo è anche di fatto e, come giusto che sia, rilascia le prime dichiarazioni. Di seguito le riporto per completezza di informazione e di eventuali valutazioni. Personalmente, mi sembra più un discorso turistico che di vera valorizzazione del nostro immenso patrimonio museale, considerato, a questo punto, come una vera e propria merce a dispetto di tutti i principi comunitari e nazionali.

Staremo a vedere

Tratto da sito http://www.beniculturali.it

Comunicato stampa

Mario Resca: “Ecco come rilancerò i musei italiani”

Si pubblica l’intervista rilasciata, oggi, da Mario Resca all’Adnkronos: “Il nostro successo sarà legato alla capacità che avremo di far conoscere agli altri il nostro patrimonio artistico, che per qualità e quantità puo’ considerarsi il più grande del mondo”. Lo ha detto all’Adnkronos Mario Resca, nominato nei giorni scorsi da Sandro Bondi direttore generale della gestione dei Musei italiani.

Resca, 63 anni, ferrarese, laureato in economia e commercio alla Bocconi di Milano, ha ricoperto incarichi nel campo della finanza, dell’editoria e dell’alta moda e, fino al 2007, è stato presidente e amministratore delegato di McDonald’s Italia. Il supermanager, la cui intervista è stata trasmessa sul ‘Rotocalco’ Adnkronos alle oltre 100 emittenti collegate alla piattaforma multimediale del Gruppo GMC e sul sito IGN, ha subito voluto sottolineare la necessità di promuovere la conoscenza del nostro patrimonio artistico e culturale “in tutti i Paesi, anche quelli emergenti, come, ad esempio, l’Estremo Oriente”.

Per far questo, ha spiegato Resca, sarà necessario che “il pubblico e il privato in questo settore vadano strettamente insieme: promuovere la cultura italiana – ha detto – vuol dire promuovere le aziende italiane“. Quanto all’obiettivo che Resca si prefigge di raggiungere entro la fine del suo mandato “si misurerà dall’aumento del numero dei visitatori ai musei. Questo implicherà coinvolgere il turismo e i tour operators attraverso l’internazionalizzazione. Il patrimonio artistico italiano è un enorme strumento di sviluppo economico – ha proseguito il direttore dei Musei – anche verso i paesi che ambiscono a conoscere di più quello che l’Italia puo’ offrire”.

”Dobbiamo creare un volano di promozione economica turistica – ha spiegato Resca – affinché il turismo culturale dell’Italia possa diventare trainante per la nostra economia e riesca a far conoscere l’ingegno dei nostri antenati e della nostra cultura anche all’estero”.

Commentando le iniziative dei gruppi che hanno portato il patrimonio artistico italiano all’estero, come ad esempio il gruppo Bracco che ha portato la Filarmonica della Scala in Asia, Resca ha precisato che “iniziative come queste sono da incentivare e promuovere. Abbiamo -ha detto- un grande bisogno dei privati in questo momento. Le imprese si avvicinano all’arte se sono responsabilizzate, dunque bisogna avvicinare il loro nome alle grandi opere artistiche che ha l’Italia, consentendo loro di avere un beneficio e lasciando a noi il vantaggio di poter confidare su aiuti economici, che contribuiscano a migliorare il nostro patrimonio culturale”.

“Forse noi ci vogliamo meno bene di quanto in realtà ce ne voglia chi si trova all’estero. A volte ci facciamo male da soli parlando in modo negativo di noi stessi. L’arte – ha concluso il direttore generale della gestione dei Musei – è un settore che puo’ riportare l’Italia a una leadership fortissima”.

Proprio per questo motivo il supermanager, per prima cosa, vuole capire “qual è la situazione museale oggi in Italia, per porre degli obiettivi e condividerli con il ministro e con il governo e lavorare sulle grandi competenze che l’Italia ha in questo settore“. Resca commenta anche l’ipotesi avanzata nei mesi scorsi dall’assessore regionale al Turismo della Campania, Claudio Velardi, di aprire il sito archeologico di Pompei ai set cinematografici.

“Io credo che le condizioni ci siano per poter consentire di usare i siti come Pompei, senza intaccarne il rischio del patrimonio storico, artistico e culturale. Perché non utilizzare Pompei per operazioni di questo tipo, ovviamente usando le tecnologie adatte e condividendo ogni passaggio con i tecnici, gli specialisti e i soprintendenti? Perché no”.

“Servirebbe a diffondere sempre di piu’ la fruibilità di Pompei – conclude Resca – portando l’immagine degli scavi ancora di più in giro per il mondo. Pompei è senza dubbio un grande museo a cielo aperto. Sono positivo sulle possibilità finalizzate a migliorare la fruibilita’ di questo sito”.

Fonte: AdnKronos


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Una Risposta

  1. Avviato il progetto “value-adding” dei musei e cominciata l’era imprenditoriale dei siti archeologici, non resta che riportare i turisti, dando patatine assieme alle audio guide.
    http://noirpink.blogspot.com/2008/12/value-adding-ossia-musei-mcdonaldizzati.html

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