L’ignoranza della Pubblica Amministrazione

Purtroppo c’è e si può toccare con mano ogni giorno. Quello che mi stupisce (ancora) è che il fatto di non sapere, di non conoscere,  è un dato ormai scontato per quanti sono chiamati ogni giorno a fare il proprio lavoro nella pubblica amministrazione. Capisco che l’aggiornamento sia un impegno gravoso per chi, sommerso dalle pratiche , non riesce neanche a concludere l’ordinarietà della propria attività, ma è veramente scandaloso osservare come il tema della formazione e della informazione sia del tutto inefficace (per usare un termine caro agli amministrativisti) e desolante nel panorama quotidiano del settore pubblico.  Dal punto di vista formativo non esiste la preoccupazione di un aggiornamento continuo che metta il personale al passo delle novità normative e legislative di riferimento. Non è un caso raro trovare documenti amminsitrativi che si rifanno in maniera esplicita a norme ormai abrogate da anni e di cui il dipendente non conosce la situazione normativa. Dal punto di vista informativo, tutto quello che è novità, tutto quello che è preziosa informazione su procedimenti e modalità di svolgmento dell’attività amministrativa non è offerto alla conoscenza del dipendente, con la conseguenza che si commettono veri e propri abusi nei confronti dell’utente, anche se in parte in buona fede. Da quest’ultimo punto di vista è vero, assolutamente vero, che ignorantia legis non excusat, ma se il dipendente non è messo in grado di conoscere l’attualità normativa dai propri vertici, che responsabilità si può attribuirgli visto che l’esercizio delle proprie mansioni può avvenire solo nel quadro di precise direttive che spesso e volentieri non vengono date? E la situazione peggiora spostandosi dal centro alla periferia, dove spesso notizie di assoluto rilievo per lo svolgimento dell’attività d’ufficio vengono taciute  comunicate con assoluto ritardo. Effetto di questa ignoranza, consapevole e/o incosapevole, è l’immobilismo del dipendente pubblico che chimato a risolvere nuove situazioni prodotte dalle novità legislative si chiude in una sorta di limbo in cui si rinvia ad altro referente che rinvia ad altro referente per la risoluzione del problema che spesso e volentieri non viene realizzata in quanto nessuno ha conferma e certezza della novità legislativa. E’ veramente desolante. Riporto un caso emblematico di oggi, dove in ufficio  mi è stata sbandierata come assoluta novità il riprisitno del 2% per gli incentivi per la progettazione, anzi come una novità ancora da realizzare, quando sappiamo benissimo che il decreto-prezzi che abroga il famigerato comma 8 dell’articolo 61 data oramai più di due mesi…E’ desolante, perchè magari in questo momento qualcuno che legge potrebbe anche venirmi a dire: beh, in fondo sono solo due mesi, che pretendi..

E allora, rivolgendomi al ns. amato ministro Brunetta che cosa vogliamo fare? Ha paralto tanto di fannulloni, di class action (per giunta procrastinata di sei mesi..) …ma quando inizierà a risolvere strutturalmente i problemi della PA e non con semplici palliativi ? dove sono le misure che garantiscono una snellezza dell’attività degli uffici pubblici e soprattutto l’efficacia dell’attività istituzionale? Dove è la programmazione della formazione del dipendente pubblico? dove sono gli aggiornamenti professionali? dove è, insomma, lo strumento che garantisca un reale ammodernamento dell’Amministrazione Pubblica ed un reale funzionamento?…

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