Personale

E’ un post privo di commento dilungato, molto sentito, molto personale, di affetto e di testimonianza di come una certa politica uccida la libertà. Ed è solo rabbia.

Al Corriere dell’Umbria nominato nuovo direttore

PerugiaCambia il direttore delle testate del gruppo “Corriere”, presente con tre edizioni in Toscana (Siena, Arezzo e Grosseto), due nel Lazio (Rieti e Viterbo) ma il giornale di riferimento del gruppo è il “Corriere dell’Umbria”. (.)prende il posto di Federico Fioravanti che oggi ha pubblicato il suo ultimo editoriale. Fioravanti è stato fondatore del “Corriere” e negli ultimi dodici anni ha ricoperto la carica di direttore. Pubblichiamo  l’editoriale di Fioravanti dal titolo “Il saluto ai lettori”. L’editoriale è preceduto da un comunicato dell’editore.

Federico Fioravanti lascia la direzione dei quotidiani del gruppo ”Corriere”. <<A Fioravanti – è detto in un comunicato dell’editore pubblicato oggi sul ”Corriere dell’Umbria” – il ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni. Al suo posto l’Editore ha nominato direttore responsabile Anna Mossuto, già vicedirettore del gruppo. Al neo-direttore gli auguri di buon lavoro>>.

<<Lasciare il Corriere è difficile. Vivo una tempesta di emozioni, che vorrei nascondere e conservare. Ma credo di dovere due parole ai lettori. Questo, per me, non è un giornale qualsiasi: l’ho fondato, nel maggio di 26 anni fa e per quasi 12 anni ne sono stato il direttore. Ora l’editore ha deciso di sostituirmi. Succede, se non si va più d’accordo. Lascio con la coscienza a posto: il gruppo Corriere, secondo l’Audipress, in poco più di un decennio ha quasi raddoppiato i lettori e, per anni, ha macinato utili pubblicitari. Ai giornalisti lascio una eredità facile da trasportare. Tre parole. Le stesse che ho ripetuto negli anni, in tante riunioni di redazione. Parole semplici. Ma che hanno fatto la fortuna di questo giornale: onestà, chiarezza, autonomia. Onestà nel raccontare i fatti e nell’ammettere i propri errori, chiarezza nella scrittura e nei rapporti personali. Soprattutto, autonomia. Verso la politica, l’arroganza del potere, le pressioni, i tentativi di condizionamento, il pensiero dominante che adesso, come sempre, non ammette critiche. Questo ho cercato di fare: il garante di un giornale aperto a tutte le opinioni, tollerante. Capace di servire il lettore senza essere servo di nessuno. Se, come spero, ci sono riuscito, lo devo soprattutto a degli straordinari compagni di lavoro. Una grande squadra di giornalisti. Li ringrazio e li abbraccio. Insieme a tutti i poligrafici, gli impiegati, gli agenti della pubblicità, i rotativisti. E ai tanti, affezionati lettori, il vero, inestimabile patrimonio di questo giornale. A loro, raccomando, come un padre, il Corriere. Adesso, mi piace pensare ad una lontana sera d’inverno, sulla costa romagnola. Nell’androne di un hotel, le parole di Enzo Biagi. Mi disse che nella vita, nei momenti decisivi, le poche cose importanti, quelle che contano veramente, sono quelle che, da bambino, ti ha insegnato tua madre. Aveva ragione, anche in questo>>.

Federico Fioravanti

tratto da Casa della Cultura Enzo Biagi qui

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