Incentivi progettazione: a proposito di lobby.

Mi verrebbe da dire: “…chi è senza peccato scagli la prima pietra!..”. Eppure in questi giorni leggendo sui vari periodici di lobby e lobbine, mai mi sarei aspettato di incontrare una bella webpage dove si parlava -udite, udite – della lobby dei Tecnici dipendenti pubblici. E pensare che fino a poco tempo fa , pensavo che di lobby si dovesse parlare solo con riferimento a categorie prettamente al di fuori del lavoro pubblico. E invece, non è così, la lobby dei tecnici dipendenti pubblici è forte, sana, capace e merita la giusta punizione della riduzione allo 0,5 %  di quanto spetta come incentivo alla progettazione. Chi lo dice? Vi sembrerà strano, ma si tratta di ..un’altra lobby!!! Infatti INARSIND (il sindacato Nazionale Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti) guarda con attenzione alla politica del governo su questo benedetto incentivo e, finlamente, registra la punizione dei cattivi (tecnici dipendenti pubblici ) ed il premio per i buoni (liberi professionisti non dipendenti pubblici). Se siete solo per un attimo perplessi rispetto a questa posizione, vi chiedo di leggere questo illuminante articolo che ci fa capire, finalmente, quanta “cattiva gente” ci sia tra i dipendenti pubblici.

Buona lettura!

La posizione Inarsind sul 2% ai Tecnici delle Pubbliche Amministrazioni

Il Sindacato Nazionale Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti INARSIND sta seguendo con interesse ed attenzione gli sviluppi delle norme relative agli incentivi ai tecnici delle Pubbliche Amministrazioni.
Inarsind aveva appreso dagli Organi di Stampa che, nella conversione in Legge del Decreto Legge 162/08, tra le modifiche introdotte vi era stata quella riguardante il ripristino dell’incentivo ai tecnici delle Pubbliche Amministrazioni nella misura del 2% del valore dell’opera, con soppressione della riduzione allo 0,5%, prevista, con decorrenza 1 Gennaio 2009, dalla Legge 133/08.
Allo stupore ed allo sconcerto delle prime ore per il provvedimento, non altrimenti definibile se non di vera e propria ” restaurazione “, posto in essere dal Governo, si erano ben presto sostituiti l’irritazione e l’indignazione dell’intera Categoria di Liberi Professionisti, Ingegneri ed Architetti, che hanno visto svanire un indirizzo legislativo a loro vantaggio da tanto tempo auspicato e finalmente assunto.

Ora è in corso un  nuovo cambio di rotta, poiché un emendamento al DL 185/2008 anticrisi, contenuto nel testo della Legge 28.1.2009 n.2 di conversione del DL 185/2008, pubblicata sulla G.U. n. 22 del 28.1.2009,  dispone che, dal 1° gennaio 2009, la percentuale prevista dall’articolo 92, comma 5, del Codice degli Appalti (Dlgs 163/2006) è destinata nella misura dello 0,5% alle finalità di cui alla medesima disposizione e, nella misura dell’1,5%, è versata ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato per essere destinata al fondo di cui al comma 17 el presente articolo.
Viene quindi riproposta la riduzione dal 2 allo 0,5% introdotta dall’art. 61, comma 8, del DL 112/2008, convertito nella legge 133/2008 ma subito dopo abrogato dal DL 162/2008 Interventi in materia di adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione).

Gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti vogliono proprio sperare che questa volta la lobby dei tecnici dipendenti non trovi il modo di bloccare anche questo provvedimento.

Durante l’altalenante iter procedurale che sta caratterizzando il provvedimento, vi sono state numerose esternazioni e prese di posizione da parte dell’UNITEL, Unione Nazionale Italiana dei Tecnici Dipendenti.
Il loro presidente arch. Bernardino Primiani è arrivato a “minacciare” più volte il blocco totale della attività di progettazione da parte dei suoi iscritti e l’affidamento della stessa all’esterno, cioè ai liberi professionisti, ed ha presentato l’evento a tinte fosche come se lo stesso dovesse essere foriero di chissà quali danni e disfunzioni per la collettività.
Il sindacato INARSIND è ovviamente di tutt’altro avviso ed è sicuro che con l’affidamento all’esterno la qualità della progettazione non potrà che migliorare, per tutta una serie di ragioni che appaiono di assoluta evidenza, non ultima la scarsa qualità della produzione degli iscritti UNITEL, evidenziata eloquentemente anche dall’indagine condotta in merito dalla trasmissione televisiva REPORT non molto tempo fa.
In questo momento di crisi e di difficoltà è opportuno liberarsi definitivamente da un equivoco, presente tra l’altro anche nella proposta di legge Mantini- Chicchi, che vuole i Tecnici Liberi Professionisti e quelli Dipendenti dagli Enti Locali inquadrati in un’unica “categoria”.
Non è assolutamente così! Si tratta di due “categorie” distinte i cui interessi sono conflittuali e contrapposti!
E’ dall’entrata in vigore del primo comma dell’art. 17 della legge 109/94 che i liberi professionisti continuano ad essere sistematicamente espropriati di fette sempre più consistenti di occasioni di lavoro a tutto vantaggio dei tecnici dipendenti, che hanno sapientemente e sistematicamente approfittato della loro condizione di schiacciante maggioranza in seno agli Ordini Professionali e della loro contiguità istituzionale con i centri di potere legislativi ed amministrativi.
Qualora riuscisse ad andare in porto il provvedimento in corso di approvazione, sarebbe il primo a favore dei liberi professionisti negli ultimi quindici anni.

I tecnici liberi professionisti  sopportano già da tempo le conseguenze di una crisi, che si è ulteriormente acuita nello scorcio finale dell’anno 2008 e che si profila ancora più grave, se non devastante, per l’anno 2009. Con l’abolizione delle Tariffe minime, non affiancata da adeguati provvedimenti complementari di inquadramento, pur da noi indicati, assistiamo a gare al massimo ribasso al limite del decoro professionale, che dovrebbero preoccupare in primo luogo la Committenza per la qualità progettuale, che inevitabilmente ne può conseguire. La già drastica contrazione delle commesse pubbliche e private, destinata ad aggravarsi, riduce ulteriormente, sino al limite della sopravvivenza, gli spazi vitali per le strutture professionali, in maggiore misura per quelle composte da giovani all’avvio del loro percorso lavorativo.
I centocinquantamila Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti Italiani, con le loro attività, hanno costituito una parte importante del Sistema Economico di questo Paese, contribuendo al suo Prodotto Interno Lordo in misura significativa e determinando occupazione diretta ed indiretta per un numero di addetti non inferiore alle cinquecentomila unità. Sono dati verificabili, senza tema di smentite, ma che sembra non interessino al nostro Governo, che invece di preoccuparsi di andare in aiuto ad un settore propulsivo e dinamico, già in forte affanno produttivo, è stato fino ad oggi in balia della potente lobby dei Tecnici delle Pubbliche Amministrazioni, che comunque hanno uno stipendio garantito, gratificandola di incentivi e prebende.
Di fatto gli ingegneri ed architetti liberi professionisti sono quotidianamente in concorrenza con colleghi tecnici che, pur svolgendo attività subordinate, spesso in forza alle pubbliche amministrazioni, assumono incarichi propri di progettazione, direzione lavori e collaudo, nella più totale inosservanza delle regole di incompatibilità che pur esistono; perché l’Antitrust non dedica un po’ di risorse per verificare il rispetto di tali regole?  Invece di svolgere attività che dovrebbero essere di amministrazione, pianificazione, coordinamento e controllo, questi funzionari assumono incarichi, spesso al limite del conflitto di interesse, che vengono espletati normalmente durante gli orari di lavoro, guadagnando attraverso queste “prestazioni occasionali” (che tali non potrebbero essere per legge – cfr. D. Lgs. 276/03 art.61 c. 3) in alcuni casi addirittura due o tre volte il loro stipendio;
Va peraltro evidenziato che i Liberi Professionisti hanno sistemi previdenziali privati del tutto autonomi rispetto a quelli pubblici, sicchè INARCASSA non potrà che trarre benefici dall’aumento dei proventi che deriveranno dalla maggiore esternalizzazione degli incarichi che sicuramente verrà a produrre la norma riduttiva prevista dalla legge 133/08 (al riguardo, si pensi che nel solo 2006, le prestazioni professionali tecniche svolte da dipendenti, che non contribuiscono ad Inarcassa, hanno determinato un mancato introito alla Cassa Nazionale di Previdenza degli Ingegneri e degli Architetti un gettito pari a 46 milioni di Euro – fonte dati Inarcassa).

In definitiva il Sindacato INARSIND, che ha già espresso delusione e profonda amarezza per la iniziale soppressione della riduzione allo 0,5%, prevista, con decorrenza 1 Gennaio 2009, dalla Legge 133/08, giudicandola  improvvida ed anzi foriera di ancora maggiori difficoltà per un settore così vitale per il nostro Paese, resta in attesa degli eventi paventando una ulteriore disillusione, e teme il perpetuarsi dei perversi effetti di un suo atavico errore di valutazione: aver dedicato ogni sforzo alle proprie attività professionali, trascurando quelle di tipo “lobbistico”, nelle quali altri sono decisamente e, con tutta evidenza e successo, proficuamente impegnati.
Quando aziende, anche di dimensioni modeste, o comparti produttivi, anche parzialmente, sono in difficoltà e si determinano condizioni di crisi occupazionale, ancorché sostanzialmente contenuta nelle dimensioni, l’impatto mediatico che ne deriva è forte ed in qualche modo le Forze Politiche si mobilitano. Noi finora non siamo riusciti a portare alla ribalta i nostri problemi e le nostre difficoltà e stiamo rischiando di subire la cancellazione di decine di migliaia di posti di lavoro nell’indifferenza totale.
Non potevamo ancora tacere ed assistere passivamente ad una continua e sistematica “punizione” della nostra Categoria. Cercheremo di portare le nostre buone ragioni in ogni sede, pubblica ed istituzionale, al fine di ottenerne il giusto riconoscimento, nell’interesse generale del Paese.

Marco Belardi
Presidente
INARSIND
Sindacato Nazionale  Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti Italiani

tratto da EDIL ONE, articolo raggiungibile da qui

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Una Risposta

  1. Ma invece di gridare al massacro, perchè non vi fermate un pò a riflettere? Ad ogni azione corrispone una reazione. Perchè non provate a mettere da parte per una volta gli interessi economici e non provate a chiedervi il perchè di certe reazioni anche da parte dei Vs colleghi oltre che dei liberi professionisti?

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