Ma perchè i primi fondi che tagliano sono quelli destinati alla cultura?

Sembra che il nostro Paese se ne freghi proprio della cultura e, come la brava massaia di casa di un tempo, appena c’è da risprmiare qualcosa la prima voce che salta è quella destinata alal cultura. Forse è un retaggio dovuto a tempi passati o ad una profonda ed abissale ignoranza di chi ci governa; fatto sta che anche questo governo ha pensato bene di tagliare il più possiible le spese destinate a cultura e strutture collegate. Nell’ultima riunione del Consiglio Superiore dei beni culturali (con la formazione mutilata dalle dimissioni di Settis e degli altri componenti, ma anche di Carandini e dei nuovi non ancora insediati) la vicenda è emersa in tutta la sua dramamticità e ci tengo a riportarla di seguito, lasciando a voi ogni riflessione in merito.

ANSA (SPE) – 04/03/2009 – 18.50.00
BENI CULTURALI: CONSIGLIO SUPERIORE, PREOCCUPANO TAGLI /ANSA ZCZC0499/SXB WIC30208 R SPE S0B S41 QBXB BENI CULTURALI: CONSIGLIO SUPERIORE, PREOCCUPANO TAGLI /ANSA ULTIMA RIUNIONE PRE-CARANDINI; UIL, TAGLI PER 1,4 MILIARDI (ANSA) – ROMA, 4 MAR – Due diverse mozioni, una per condannare i tagli che si stanno abbattendo sul ministero dei beni culturali, l’altra in solidarieta’ con il direttore generale per la Qualita’ e la tutela del paesaggio, l’arte e architettura contemporanea, Francesco Prosperetti, che nella sua relazione ha lamentato una riduzione delle risorse per il suo settore del 46,34% e ha spiegato di non avere soldi per andare avanti anche per il Maxxi, il museo delle arti contemporanee in costruzione a Roma. Si e’ conclusa cosi’ questa sera la riunione del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, l’ultima del vecchio consiglio, presieduta dal vice Antonio Paolucci, prima del passaggio di consegne – previsto per il 18 marzo – al neo presidente Andrea Carandini. Assenti, oltre naturalmente ai sei consiglieri dimissionari, il neo presidente Carandini e i tre nuovi consiglieri nominati qualche giorno fa da Bondi, la riunione – alla quale hanno partecipato tutti i direttori generali – ha avuto un carattere decisamente tecnico seguendo l’ordine del giorno prefissato gia’ qualche settimana fa, incentrato sulla programmazione delle spese per il funzionamento delle direzioni generali e degli interventi per la tutela del patrimonio. Nessuna altra dimissione di consiglieri, dunque, nonostante le voci circolate nei giorni scorsi. E’ stato il rappresentante della Uil Beni Culturali, Gianfranco Cerasoli – che nel consiglio occupa uno dei tre posti destinati ai rappresentanti dei lavoratori – a fare i conti e denunciare che i tagli che si abbatteranno sul ministero nei prossimi tre anni saranno superiori anche alle piu’ allarmate previsioni. Non ”quasi un miliardo di euro”, come contava fino a qualche settimana fa il presidente dimissionario Salvatore Settis, bensi’, conta la Uil, 1 miliardo e 402 milioni di euro. ”Una situazione drammatica – sottolinea il sindacalista lasciando la riunione – ben rappresentata dalle relazioni presentate dai diversi direttori generali”. In crisi, oltre a Prosperetti (”la consistenza delle risorse vede una drastica riduzione tra il 2008 e il 2009 per una percentuale complessiva del 46,34% con un abbattimento del 35,08% per la Tutela e addirittura del 93,97% per la ricerca”) anche il Direttore Generale per i beni architettonici storici artistici ed etno-antroplogici Roberto Cecchi (”le risorse del 2009 non saranno sufficienti a ricoprire le spese legate al quotidiano funzionamento degli istituti e dei musei”) e il Direttore Generale per i beni archeologici Stefano De Caro (che ha parlato della possibile chiusura di musei e aree archeologiche). Preoccupati, anche il Direttore Generale per i beni Librari Maurizio Fallace (per la Biblioteca nazionale di Firenze un bilancio con stanziamento pari a zero, nessun capitolo per il Centro per il Libro) e il Direttore Generale per gli Archivi Luciano Scala. Fra tutti il caso della soprintendenza di Lucca, che rischierebbe il distacco della luce perche’ ha un debito con l’Enel di 90 mila euro. (ANSA

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3 Risposte

  1. Che quadro triste!
    Ma, uomini e donne di cultura di tutta Italia (ehm …, l’assonanza con una celebre frase mi è venuta proprio spontanea …), guardiamo insieme al futuro con ottimismo. Verrà un uomo (parlo del futuro direttore generale della nuova direzione generale per la valorizzazione) che darà una bella lucidata ai polverosi beni culturali della Nazione.
    Io non vedo l’ora (ehm …), e voi?

  2. Perchè in questo paese meno gente colta e meno teste pensanti ci stanno e meglio è…per loro!

  3. Sicuramente, e sono d’accordo con sonia,perchè gli “ignoranti” sono più facili da gestire e da dominare, mentre l’uomo che pensa è scomodo e può essere “anche pericoloso” per chi sta al potere.
    Ma non ci lasceremo annientare!

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