Una rossa culturale…

No, non è la mitica Ferrari: è solo la Brambilla, futura reggitrice delle sorti del dicastero della cultura italiana. Rumors insistenti danno la Vittoria nazionale pronta ad assumere le redini del Collegio Romano. Che dire? Dalla padella alla brace? Chissà. Quel che è certo è che l’onorevole Silvio, abituato a circondarsi di nugoli di yes-man, sta sfruttando la pista delle yes-woman e Michela Vittoria Brambilla, da questo punto di vista, sembra la candidata migliore per assumere il ruolo alla guida della cultura del Paese. Italia Oggi, il giornale che ha fato la notizia, giustifica l’eventuale nomina della Rossa, come una mossa vincente di Berlusconi: nessun ministero in più e finalmente esuadire il sogno di Brambilla, di poter dire almeno una volta nella vita : “Sono una Ministra!”. La realtà è che tutto è ancora da decidere, soprattutto i tempi dell’eventuale abbandono del poeta di Fivizzano. E poi, e poi, mica ci crediamo tanto ad un Bonaiuti remissivo che viene trmbato per la seconda volta nella volata alla poltrona di ministro. Staremo a vedere. Il bello della vicenda è che ancora una volta il mondo della cultura istituzionalizzata riserva colpi di scena e farse mirabolanti per la delizia degli spettatori non paganti..

L’articolo di Italia Oggi

Brambilla, la nuova lady Cultura

PRIMO PIANO
Di Alessandra Ricciardi e Paolo Silvestrelli

Giro di poltrone al governo per il dopo Europee. E Saglia sottosegretario allo Sviluppo economico

Pronta ad assumere l’incarico di ministro al posto di Bondi

Un ministero e per giunta rafforzato per la Rossa del Cavaliere. Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario al Turismo, si prepara a coronare il sogno coltivato dall’inizio dell’esperienza nel governo Berlusconi IV, ovvero diventare ministro. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, infatti è pronta ad assumere l’incarico di responsabile della Cultura. Senza lasciarsi peraltro dietro nulla, ché il Turismo-oggi dipartimento della presidenza del consiglio dei ministri- la seguirebbe a via del Collegio romano per tornare a essere unificato ai Beni culturali, come ai tempi di Francesco Rutelli, vicepremier del governo Prodi. Ad offrire l’occasione d’oro alla Brambilla è stato proprio l’attuale ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi. Di fresca nomina a coordinatore nazionale del Pdl, Bondi pare deciso a lasciare l’attività governativa per dedicarsi anima e corpo al partito. La tentazione di abbandonare l’incarico in verità Bondi la coltiva da tempo, vista la situazione finanziaria nella quale si trova ad operare. I tagli inferti a un dicastero tradizionalmente visto come un lusso, in tempi di stretta dei cordoni della borsa, hanno di fatto legato le mani a Bondi. Che si ritrova a dover gestire continue contestazioni, per esempio quelle delle fondazioni liriche, senza potersi impegnare più di tanto in progetti di finanziamento e di rilancio. Ed ecco allora presentarsi il classico due piccioni con una fava: lascia Bondi e la Brambilla, che scalpita da mesi, diventa ministro. L’operazione di riassetto sarebbe così indolore per il premier, Silvio Berlusconi: nessun ministero in più, che farebbe lievitare le spese e infuriare il Colle, e però alcune pedine andrebbero finalmente al loro posto. Il cambio comunque non è imminente: è rinviato a dopo le elezioni europee, quando le forze in campo della maggioranza saranno definitivamente chiarite. Stando ai rumors dei Palazzo, non sarebbe questo tra l’altro l’unico movimento di poltrone. Potrebbe essere Stefano Saglia il sostituto dello scomparso Ugo Martinat al ministero dello sviluppo economico. Secondo fonti vicine al dicastero guidato da Claudio Scajola, Saglia sarebbe in pole position per l’incarico di sottosegretario. Nonostante sia uno dei più giovani deputati di An, Saglia, al momento presidente della commissione lavoro della camera, completerebbe così un percorso professionale e politico che lo ha visto già impegnato come responsabile del settore energetico di partito e come relatore alla camera della riforma sul riassetto energetico italiano. Attualmente oltre a presiedere la commissione lavoro pubblico e privato a Montecitorio fa anche parte, sempre alla camera dei deputati, del comitato per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche. Intanto, a palazzo Madama al defunto senatore Martinat è subentrato, Tommaso Zanoletti, primo dei non eletti in Piemonte ed ex senatore prima con il Ccd e in seguito con l’Udc.

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