Inchiesta, come vengono spesi i soldi destinati ai beni culturali – 1,2,3…Lotto!! (4)

Prosegue il nostro viaggio tra i beni culturali lungo le tortuose vie dei soldi pubblici spesi in questo contesto. Un viaggio che sta trovando sempre più estimatori – le visite al blog sono aumentate del 300% nell’ultima settimana (!) – che ringrazio e che mi spingono con il loro interesse a proseguire nel cammino. Oggi parliamo di lotto: non dei soldi che VOI potreste vincere giocando , ma di quelli che vince il MiBAC quando VOI giocate. Infatti, è dal 1997 – con l’introduzione della seconda estrazione infrasettimanale – che una parte degli utili derivanti da questa estrazione  è riservata al Ministero per i beni e le attività culturali (cfr. legge 23 dicembre 1996 n. 662) con una quota non superiore ai 300 miliardi di lire. Secondo le prime indicazioni tali importi erano finalizzati al recupero e alla conservazione dei beni architettonici, archeologici, artistici e storici, archivistici e librari. Come si vede una grande fetta di finanziamento pubblico, derivante dai nostri piccoli vizi ludici, che viene impiegato per il recupero e restauro dei beni culturali. Da evidenziare inoltre  i criteri di assegnazione dei fondi in linea con gli intereventi strategici ordinari della salvaguardia del nostro patrimonio culturale ed in aggiunta a questi; inoltre, un’equa distribuzione sul territorio ed il potenziamento dei servizi di fruizione del patrimonio culturale. Questi interventi, nello spirito delle norme, devono trovare un’adeguata programmazione con monitoraggio continuo dell’andamento degli interventi. Fin qui la parte “istituzionale” della questione. Vediamo ora un po’ di cifre e di tipologie di interventi, per capire meglio che fine fanno questi fondi. Come sempre, visitiamo il sito dei beni culturali e clicchiamo sulla sezione dedicata alla programmazione straordinaria qui. Leggiamo che per il 2012 la cifra prevista è di 48 milioni di euro di cui 18 milioni programmati per la Direzione generale della valorizzazione (quella che era di Resca, per intenderci), 10 milioni per la Direzione generale per gli affari generali e del personale , 8 milioni alla direzione generale arti,  milioni  alle antichità, 3 milioni e mezzo allo spettacolo dal vivo e quasi 4 milioni agli archivi e biblioteche.  Scorrendo i singoli interventi, troviamo tra gli altri : 50.000 € all’archivio di Cosenza per il  completamento e adeguamento  servizi igienici e spazi antistanti il  chiostro del convento  al fine di migliorarne  la fruizione di spazi e luoghi da adibire a manifestazioni (così è scritto..); 99.905,19 €  per servizi di supporto alla  sorveglianza del Pantheon  di Roma (cioè? C’è bisogno di un’ulteriore spesa per la custodia del Pantheon, oltre a quella ordinaria?); 4 milioni  e mezzo destinati alla promozione e comunicazione del patrimonio culturale; altri 2 milioni per il museo archeologico di Napoli sempre per servizi di supporto alla sorveglianza e alla custodia; 4 milioni come fondi di riserva per interventi urgenti; molti interventi per la digitalizzazione; e così via. Ho trovato anche uno stanziamento di  300mila € per un “Progetto per l’effettuazione di investimenti straordinari nelle modalità operative dell’Amministrazione nel settore dello spettacolo nonché per la realizzazione di modelli di gestione e valorizzazione di attività cinematografiche e di spettacolo  per l’anno 2012”, di cui personalmente stento a comprenderne il significato. Quasi quattro milioni finiscono nelle casse di  fondazioni musicali e dello spettacolo (per il festival dei due mondi sono previsti 700mila €, mentre 2 milioni vanno a la Verdi, cioè la fondazione dell’orchestra sinfonica di Milano. Se avete tempo e voglia di fare una piccola comparazione, analizzando i dati del 2011 vedrete che i fondi approvati sono di 47 milioni di € circa e gli interventi molto simili, a parte i 27  milioni di € utilizzati per la stabilizzazione di ex lavoratori socialmente utili, come per esempio il classico “Progetto integrato per la realizzazione di modelli di gestione e innovazione delle attività dello spettacolo” con circa 400mila € o l’utilissimo fondo di riserva di quasi 1 milione e mezzo. Nel 2010 i milioni a disposizione erano di circa 60 milioni (maggiori somme, maggiori investimenti) e troviamo la bellezza di 4 milioni e 800mila € per un progetto relativo al cinema denominato “CINECITTA’”; 1 milione di euro per la Fondazione Petruzzelli  e Teatri di Bari. Vedremo nelle prossime puntate altri fondi dedicati all’arte, di cui è importante sapere la destinazione finale. Se avete qualche suggerimento da aggiungere o volete qualche informazione, lasciate pure un commento

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