I consigliori

Questa volta l’ha fatta veramente grossa – non che fino a pochi giorni fa avesse scherzato, ma questa… -, tanto da provocare degli articoli del tutto simili sull’argomento.  Non vorrei che alla fine passasse per un povero “calimero”, capace solo di sbagliare, ma certo che anche questa volta il buon ministro dei beni culturali italiani dimostra di non intendersene molto …di beni culturali. Una piccola pecca, direte Voi. Ci mancherebbe, ce ne sono stati già in passato di ministri che non avevano ben chiaro il loro ruolo, ma almeno si circondavano di persone che conoscevano la macchina ministeriale ed il settore di riferimento. Questo no: il ministro ornaghi si caratterizza per aver confuso totalmente la conoscenza delle funzioni del dicastero che guida (?). Come spiegare altrimenti la scelta dei fidi componenti del nuovo Consiglio Superiore dei Beni Culturali? Forse (concediamo le attenuanti generiche) è sfuggito al buon lombardo quali funzioni svolge questo Consiglio. Scorrendo il regolamento organizzativo del ministero (il dpr 233/2007 e succesivi aggiornamenti) vediamo che il Consiglio , oltre ai presidenti dei Comitati tecnico-scientifici ( che al momento non ci sono perchè sono stati tagliati dl tecnico Monti) e 3 rappresentanti elettivi, annovera  8 eminenti personalità del mondo della cultura.  E’ il ministro stesso a procedere, all’interno della rosa dei componenti, alla nomina del Presidente. Il Consiglio esprime pareri, su richiesta del direttore generale centrale competente trasmessa per il tramite dell’Ufficio di Gabinetto. Su alcune questioni i suoi pareri sono obbligatori ( come per i programmi nazionali per i beni culturali e paesaggistici e sui relativi piani di spesa annuali e pluriennali predisposti dall’amministrazione; sugli schemi di accordi internazionali in materia di beni culturali), in altri, numerosi, casi l’obbligatorietà non è prevista. Il Consiglio può anche avanzare proposte al Ministro. Tutte attività strettamente connesse al carattere tecnico scientifico del ministero. Insomma, non si tratta di una riunione tra amici al bar, ma tra esperti della materia che devono dare chiarimenti e lumi al ministro su questioni anche particolarmente spinose. Ricordo, se ce ne fosse bisogno, che gli ultimi due presidenti del Consiglio sono stati Salvatore Settis e Andrea Carandini, tanto per dire insomma. Il nostro eroe – ormai ogni giorno che passa lo vedo sempre più in sella  ad un bel cavallo bianco o forse ad una balena bianca, chissà – nomina grandi personalità accademiche, ma per la maggior parte dei casi, competenti in materie del tutto avulse dai beni culturali. Pensiamo a Enrico Decleva,  storico contemporaneo e rettore della Statale di Milano; oppure a Francesco De Sanctis, filosofo del diritto proveniente dall’ateneo  Suor Orsola Benincasa di Napoli.  Spicca anche Gloria Pirzio Ammassari, sociologa e professore emerito dell’Università Sapienza di Roma, che non ha mancato di partecipare ad una bellissima pubblicazione proprio insieme a Lorenzo Ornaghi su identià nazionali e leadership in Europa, che potete sbirciare qui . Infine, il preside della facoltà di Psicologia della Cattolica, Albino Claudio Bosio, docente di psicologia e marketing. Che dire? Alcuni hanno paragonato Ornaghi ad un  necroforo del ministero per i beni culturali, altri hanno evidenziato la sua incapacità di gestione. Noi ci limitiamo a riportare quanto sta facendo in questi pochi mesi di regno, pensando che in fin dei conti al peggio non c’è mai fine.

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