MiBACT: ancora consulenze e collaborazioni nonostante la crisi

Non voglio criticare le scelte di un ministro in merito ai collaboratori che lo devono assistere nel suo “mandato”, in fin dei conti chiunque ha libertà di individuare il proprio staff. Il problema è che questi consulenti e collaboratori vegono pagati con i soldi pubblici, quindi anche con i vostri e i miei e perciò mi sento di dire la mia. Questa notte, come al solito, stavo navigando nella rete e ho aperto casualmente la pagina delle collaborazioni e consulenze del ministro Bray e dei suoi sotto -segretari. Sono rimasto sorpreso, anzi ci sono rimasto proprio male nel leggere che si spendono ben 157mila € per i consulenti e i collaboratori del MInistro, con una media di 20/30mila € per ciascuno. Siamo in crisi ed un bel taglio anche delle consulenze e delle collaborazioni del Ministro Bray sarebbe stato un bel segnale per tutti. Infatti, l’Amministrazione ha personale assunto per svolgere determinate funzioni e il ricorso ai collaboratori esterni dovrebbe avvenire solo in caso di effettiva necessità. Leggendo i curricula dei consulenti individuati da Massimo Bray – tutta gente valida e preparatissima dal punto di vista professionale, per carità.. -mi domando, come Di Pietro, che c’azzecca affidare un incarico annuale di 30000 € al consulente dell’evento “La Notte della Taranta” o  un incarico annuale di 12000 € ad un brillantissimo filologo “classico” ? Discorso diverso è per il Prof. D’Alberti che presta la propria attività a titolo gratuito nella recentissima Commissione per il rilancio del turismo voluta dallo stesso Bray, ma che vanta una consuelnza annuale, come consigliere del Ministro, di 25000 €.  Altri consulenti sono giornalisti professionisti e di altri collaboratori non è dato leggere il CV quindi non vi so dire proprio chi siano. Ripetendomi, non c’è voglia di polemica nei confronti del Ministro per la scelta dei suoi collaboratori, ma non riesco proprio a capire come si faccia a prevedere una spesa di 157mila € per del personale ulteriore – rispetto a quello del Ministero – pagato con i fondi dello Stato, quando con la stessa somma si potrebbe evitare la chiusura di qualche museo statale privo dei soldi necessari per pagare le spese di funzionamento. Sarei contento di avere una risposta da parte della stanza dei bottoni.

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