La riforma del dario Borbone

Circola un senso di impotenza tra i corridoi degli uffici del ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo di tutto il nostro martoriato Paese. Soprattutto nelle periferie, ma anche al centro dove abita “il potere”. Quel potere sbeffeggiato in questi giorni in cui Pompei torna al centro del ciclone e forma indagine della procura della corte dei conti, che prende di mira non soltanto il braccio politico del governo, ma anche la burocrazia del ministero, che per anni ha fatto il cattivo ed il bel tempo nei meandri del collegio romano. Basta scorrere i nomi dei soggetti coinvolti: un ex capo di gabinetto (ieri e oggi felice direttore generale romano), due ex segretari generali ( uno attuale sindaco di una ridente cittadina laziale, l’altro perso non si sa dove), direttori generali in pensione, dirigenti del centro e ad interim in periferia; insomma chi più ne ha più ne metta. Mi ricordo che in quel periodo a cui si riferiscono i fatti, l’allora ministro Bondi “fu costretto a dimettersi” per lo scempio di Pompei. Tra gli sbeffeggiatori dell’epoca anche l’attuale ministro che, nonostante lo scempio continui, ritiene di non dover fare nessun “passo indietro”. Discorsi che lasciano il tempo che trovano… Oggi, il nodo del problema è sapere di che morte morirà il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Siamo in attesa solo del “colpo di grazia”, vista la catastrofe che questo governo e questo ministro ha saputo fare di uno dei dicasteri che dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello del Paese.franceschini L’attuale riforma, introdotta dal DPCM n. 171 del 29 agosto 2014, trasforma una macchina semiefficiente, come era il ministero antecedente, in una macchina inefficiente in cui la paralisi ha preso il sopravvento. Nell’arco di sette mesi non si è ancora riusciti a nominare i dirigenti a capo delle nuove strutture periferiche, creando imbarazzo a tutti i livelli per l’azione del ministero del tutto assente. Si è fatto ricorso a professionalità del tutto avulse dalle loro competenze per porle a capo di strutture sconosciute. Si pensi ad archivisti e bibliotecari nominati segretari regionali (nuove strutture che prendono il posto delle ex direzioni regionali, per svolgere lo stesso compito indicato dai precedenti regolamenti, variando soltanto la forma che diventa, per dirla con l’attuale ministro, olistica); architetti nominati a capo di soprintendenze archeologiche; dirigenti amministrativi nominati a capo di direzioni generali tecniche; dirigenti nominati a capo di nuovi uffici senza personale, cioè dirigenti di loro stessi..E si potrebbe continuare, ma il quadro è veramente desolante e desolato. Simile al periodo borbonico di Italia che, forse, a questo punto dovrebbe essere rivalutato, visti gli scempi effettuati dall’attuale governo nel settore della cultura. L’azione di propaganda (perché tale è stata) che ha suonato la grancassa del nuovo sistema museale, vede ancora oggi lontano la sua attuazione. Il bando per la nomina dei nuovi superdirigenti museali prevede la conclusione dei propri lavori entro il mese di luglio del 2015. Entro i successivi 6 mesi dovranno essere approvati gli statuti di autonomia dei nuovi super musei, le nomine dei componenti del consiglio di amministrazione, dove non è affatto vero che il direttore del museo avrà carta bianca, dovendosi confrontare nel luogo delle decisioni con la burocrazia amministrativa. In un balzo siamo nel 2016 e forse si vedrà muovere qualcosa, forse…Si parla tanto delle nuove commissioni per il patrimonio culturale che ad oggi non sono ancora costituite..Una delle novità più esplosive di questo nuovo ministero è la competenza sul turismo. Qualcuno ne ha mai sentito parlare in termini operativi? Qualcuno sa dire di che cosa si occupa il ministero dei beni culturali nel settore del turismo, a parte l’intervento all’apertura delle sedi del Touring club ? E’ noto a tutti l’exploit di verybello e parlarne sarebbe come “sparare sulla croce rossa”, ma possibile che la politica culturale italiana sia scesa così in basso? Si cita come massimo successo di questo ministro l’exploit degli ingressi gratuiti nelle prime domeniche del mese… E il danno che deriva ai musei dal mancato introito dei biglietti ? Ormai non c’è più speranza. Aspettiamo soltanto il colpo di grazia.

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