Beni culturali: solita minestra riscaldata!

  Si sente, si mormora, si dice, si evidenzia che vecchi uffici saranno soppressi, nuovi uffici saranno creati, vecchie competenze saranno date alle regioni, nuove competenze non saranno date.
Mi chiedo: visto che non esiste un ministro in grado di far funzionare questo apparato organizzativo per quale motivo dovremmo tenerlo ancora in vita? Per non legare il proprio nome alla chiusura ? Per non passare alla “storia” come colui che ha di fatto tolto le competenze statali sui beni culturali?
Perchè non si ha il coraggio di dire più semplicemente che si è inadatti a questo ruolo e che capendo poco di tutta l’organizzazione degli uffici è doveroso passare la mano?
Dobbiamo per forza essere trattati come “carne da macello” in balìa dei rioganizzatori di turno? C’è un esodo in atto di personale stanco e stufo di essere preso in giro che presenta le proprie dimissioni volontarie pur di non far parte di questa organizzazione. Non c’è nessun programma di assunzioni; si pensa piuttosto a contratti a tempo determinato (con la solita società).
Stiamo percorrendo piccole tappe per procedere velocemente verso l’inerzia.
E sarà il solito caos.
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