Beni culturali: una riforma reazionaria (2)

Vorrei aggiungere solo una ulteriore valutazione rispetto al precedente articolo a cui rinvio (qui) : la peggiore degli ultimi quindici anni! Come ho già osservato, pensavo fosse impossibile un salto all’indietro così violento e repentino nell’attuazione degli strumenti di tutela, scongiurato per sempre. Oggi si assiste, incredibilmente, al depauperamento delle funzioni di tutela dei beni culturali e del paesaggio a vantaggio di una burocratizzazione estremizzata. Mi immagino la nuova Direzione generale paesaggio etc. etc. affrontare quotidianamente l’adozione di TUTTI  i provvedimenti di tutela di TUTTO il territorio nazionale con la relativa notifica degli stessi. Mi immagino la nuova Direzione generale paesaggio etc. etc. affrontare quotidianamente l’adozione di TUTTI i provvedimenti di autorizzazione ad alienare di TUTTO il TERRITORIO NAZIONALE, così come le concessioni, i protocolli di intesa, la gestione del sistema benitutelati.it con l’inserimento dei dati di migliaia di schede di verifica di interesse culturale relative a TUTTOil TERRITORIO NAZIONALE. Mi immagino il sindaco di un piccolo comune o il presidente della piccola associazione onlus o il parroco della più piccola diocesi italiana telefonare al centralino del ministero a Roma per avere notizie sul tempo di adozione dei provvedimenti. Qualcuno pensa che la c.d digitalizzazione risolva e semplifichi dei procedure che CON QUESTA RIFORMA verranno spezzetate tra il centro romano (con UNA direzione trasformata in una sorta di mammut preistorico a far da collettore UNICO per tutte le problematiche legate al TERRITORIO ITALIANO)  e le singole soprintendenze territoriali nei confronti del singolo cittadino?? E come si potrà riconoscere il diritto del cittadino al controllo dell’attività procedimentale del singolo provvedimento di tutela? E come si garantiranno le tempistiche degli “accessi agli atti”, delle osservazioni procedimentali? Un ultima cosa, tra le poche che ho potuto inserire in questo che sembra essere più uno sfogo che un commento pacato (lo riconosco): dopo 15 giorni dall’entrata in vigore del DPCM cesseranno tutte le Commissioni regionali dalle loro funzioni di tutela, in attesa del conferimento degli incarichi delle nuove strutture ministeriali. Immagino che ci vorrà un minimo di tempo tra interpelli, conferimenti di incarichi, assegnazioni di personale, funzionamento delle nuove strutture e inizio delle procedure, diciamo un mese ad essere ottimisti, ma anche un paio, che fine fanno le procedure non concluse ? Come verrà assicurata la tutela in assenza di organi che non se ne potranno occupare legittimamente ? Accettiamo un black out totale per  tutto il territorio nazionale ? Ai posteri… (se qualcuno nel frattempo ha la bontà di indicarmi qualche master o corso su moda e design potrei approfittarne per ritagliarmi un nuovo futuro professionale…)

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