Il “buco nell’acqua” dell’attuale inquilino del MiBACT

Ho lasciato volutamente in bianco la bacheca dei commenti del mio personalissimo blog per qualche mese, in attesa dell’evoluzione di una riforma ministeriale che non mi è mai piaciuta. L’ho sempre ritenuta ricca di falle, di incongruenze e di incoerenze: scritta probabilmente da chi non si è mai spostato dalla propria stanzetta universitaria quantomeno per “saggiare” dal vivo cosa andava a trasformare. Certo non si tratta dell’opera di un novellino, o almeno non di uno solo, ma dell’opera di un visionario sicuramente si. Presi dai massimi sistemi stellari, coloro che hanno scritto materialmente la riforma hanno pensato di poter modellare la macchina ministeriale come se si trattasse di una “Limousine”, senza rendersi conto di avere a disposizione un’onesta “Cinquecento”. Ecco quindi il moltiplicarsi di uffici, di istituti autonomi, di direzioni generali, di nuove soprintendenze. Tanti balletti di nomine,  drogandosi con il famoso “gioco delle tre carte”. Ancora: la coperta è troppo piccola, basta con gli scioperi, viva i manager stranieri, regaliamo il Colosseo a chi mette un po’ di soldi per restaurarlo, viva il mecenatismo, abbasso le sponsorizzazione, anzi no, viva le sponsorizzazioni, abbasso il mecenatismo… Raccontano i corridoi romani che i nuovi soprintendenti unici, voluti fortemente dall’attuale inquilino del dicastero dei beni culturali, siano rimasti senza parole davanti a pretesi esperti  giuridici che consigliavano di prendere servizio senza operare nessun “passaggio di consegne”  con i predecessori. Raccontano anche che l’attuale inquilino del dicastero abbia scaricato la propria responsabilità dell’attuale riforma ministeriale invocando la necessaria attuazione della riforma voluta dal precedente inquilino. Da ultimo si racconta che alcuni soprintendenti unici abbiano avuto anche il regalo ad interim dei nove istituti autonomi  messi a bando nel concorso internazionale di prossima venuta. Si tratta sicuramente di una garanzia assoluta di efficienza ed efficacia degli uffici amministrativi, quella di incardinare il dirigente in una sede ed affidare l’interim presso un altro ufficio da costituire. Che dire poi della richiesta di un surplus organizzativo ai dirigenti da realizzare nel problem solving per il massimo coinvolgimento del personale nella riforma ? Vogliamo parlare dello sbandamento del personale che propone domanda per la mobilità e dopo averla fatta vi rinuncia ? Qualcuno si è reso conto che tanti (troppi) uffici sono sprovvisti di personale ?  Avete fatto caso a quanti interpelli  di personale tecnico e amministrativo stanno pubblicando ? Posso scrivere “non sanno più a quale santo votarsi” o rischio di essere blasfemo ?  In passato ho scritto che “era necessario vergognarsi”, che “avevano smontato il giocattolo dei beni culturali”, che “era stato superato ogni limite”.   Cosa potrei aggiungere oggi? Infierire servirebbe a qualcosa ? Speriamo solo che finisca presto…